Sono passate solo poche ore dall'attacco degli Stati Uniti in #Siria, che a #Stoccolma, un attacco kamikaze ha fatto, almeno 3 morti, in base alle prime ricostruzioni che cominciano a filtrare.

Le autorità hanno subito parlato di atto terroristico, ma sembra che non ci sia stata alcuna rivendicazione ufficiale. Certo, è troppo presto. Comunque stupisce la vicinanza tra i due eventi, cioè l'attacco americano in Siria e questo attentato. In un precedente articolo affermavano che l'Europa sarebbe continuata ad essere sotto attacco, ma non pensavamo che ciò avvenisse così presto o con tale immediatezza.

Sicuramente, la prima cosa che viene in mente è una rappresaglia per l'attacco americano in Siria, ma dalle ricostruzioni che, sia i media locali che internazionali hanno fatto e stanno facendo, non ci sarebbe questo tipo di collegamento.

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Certo è, lo ribadiamo, l'attacco americano in Siria, potrebbe essere usato, comunque, come pretesto per rivendicare questo o altri futuri (speriamo di no) attentati che, purtroppo, temiamo siano in preparazione. D'altronde è notizia di oggi che sono stati modificati sia a livello nazionale che europeo gli obiettivi ritenuti sensibili, introducendovi per la prima volta, anche il Vaticano.

Il conflitto siriano e la lotta al terrorismo devono essere affrontati insieme

Ciò su cui la concomitanza dei due eventi summenzionati porta a riflettere è che probabilmente non è più né ragionevole né logico tenere distinte le due cose.

Sappiamo tutti che la guerra in Siria dura ormai da sei anni, troppo tempo per la popolazione siriana innocente, troppo tempo anche per la credibilità della coalizione internazionale come pure per l'Onu, che in Siria sta perdendo la faccia.

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Anche perché sappiamo tutti, che la Siria è stata ed è terreno di addestramento per i kamikaze dell'esistenza.

Di conseguenza, lo ribadiamo, è anacronistico non pensare e studiare una soluzione complessiva, cercando di unire le varie fazioni presenti sul terreno, facendo leva sul comune interesse alla pace e alla sicurezza sia sociale che economica.

Questo dovrebbe essere il ruolo istituzionale dell'Onu e non solo quello di avallare campagne militari indette da altri paesi pedissequamente. Le capacità di mediazione all'Europa non mancano, manca forse una certa unità di vedute e d'intenti tra le varie cancellerie. Se si riuscisse a superare questo scoglio, e l'Europa e l'Onu lavorassero verso questo obiettivo comune, ne beneficerebbe il mondo intero. #Isis