Le elezioni francesi hanno dato le seguenti percentuali: #Emmanuel Macron 66,06%, Marine Le Pen 33,96%. Adesso, vogliamo vedere il curriculum del nuovo presidente? Se analizziamo la sua storia di rapporti economici, se ne ricava un'immagine niente affatto pulita.

Legame con una banca dei Rotschild

Nel settembre del 2008, era stato impiegato presso la banca d'affari Rothschild & Cie Banque, ed alla fine del 2010 venne promosso ed associato all'interno della banca: ricordiamoci che i Rothschild sono una delle più forti dinastie bancarie del mondo, tanto è vero che sono solo cinque i paesi dove le loro filiali sono totalmente assenti: Siria, Cuba, Iran, Sudan e Corea del Nord; lo erano anche l'Afghanistan, l'Iraq e la Libia prima delle guerre mosse dalla coalizione occidentale a guida statunitense.

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Non è da escludersi pertanto che le suddette guerre siano state fatte proprio per impiantare le filiali bancarie dei Rothschild nei paesi che ne erano liberi, e che l'attuale incombente minaccia di un attacco statunitense alla Siria sia una strategia per balcanizzare quel paese ed impiantarvi le filiali della dinastia bancaria in questione.

Commissione Attali

Nel 2014, Macron entrò a far parte della Commissione Attali, ossia la "Commissione per la liberazione della crescita" sotto l'allora governo di Nicholas Sarcozy (quello che in accordo con l'allora governo statunitense di Barack Obama volle la guerra contro la Libia, i cui risultati sono al giorno d'oggi sotto gli occhi di tutti: quel paese è in preda ai fondamentalisti islamici ed alle lotte fratricide intertribali, oltre ad esser terreno di passaggio di masse di migranti che in gran parte finiscono per annegare nel Mediterraneo).

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Da chi trae il nome questa Commissione Attali? Dal nome del banchiere Jacques Attali, che è figlio di un agiato commerciante francese nato in Algeria (un cosiddetto pied-noir, "piede nero", ossia uno dei francesi inviati in Algeria nel periodo coloniale), e nel 1991 fu nominato presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, un'istituzione finanziaria con sede a Londra, che fra le altre cose si è occupata di indirizzare i paesi ex sovietici ad una transizione in senso liberista. Insomma, bastano già questi fatti per dimostrare che Macron è un uomo perfettamente legato con i circuiti dell'alta finanza internazionale. Con tutta probabilità, il suo operato sarà molto più a favore delle grandi banche che degli strati socialmente bisognosi del popolo francese. Una cosa che conferma il suo scarso interesse per la sua nazione è il fatto che la cerimonia d'insediamento è stata fatto suonando prima l'Inno alla Gioia, cioè l'inno dell'Unione Europea, e solo alla fine la Marsigliese, l'inno francese.

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Si è inoltre detto favorevole al mantenimento delle sanzioni contro la Russia, che hanno creato gravi danni ai paesi europei, i quali si sono visti stroncate le esportazioni.

La cattiva reputazione presso i ceti popolari

Non è un caso che nei centri a maggioranza operaia e nelle zone rurali i voti gli siano stati in maggioranza sfavorevoli. Le ragioni che hanno portato la maggior parte dei cittadini francesi a votarlo sono dovute probabilmente all'incessante pressione mediatica che paventava un'inesistente minaccia di ritorno del "fascismo", quando invece i fascismi sono terminati da tempo e ora questo termine altro non è che un'etichetta diffamatoria che viene usata per infamare chi si oppone agi espropri di sovranità nazionale a vantaggio di banche e multinazionali. Staremo a vedere ora come proseguirà l'andamento politico ed economico, e nel frattempo sarà sempre opportuno fare informazione libera dai condizionamenti mediatici. #Francia