Un'imponente facciata in stile neo-barocco dove due piccole cariatidi sorreggono, fra i due archi che sormontano l'ingresso, una massa ovoidale in pietra che reca una scritta inequivocabile: Logehaus Berlin. Poco più sotto compare il simbolo, altrettanto inequivocabile di un compasso che si interseca con una squadra.

Il palazzo passa quasi inosservato di giorno. E ancor più di notte - sotto la luce fioca dei lampioni - ai numerosi, frettolosi passanti - per lo più impiegati dei numerosi uffici disseminati nell'intera area che percorrono la Emserstrasse nel cuore della zona ovest della capitale.

Sono in pochi a conoscerne l'esistenza, in pochi a sapere che i "giochi" si fanno proprio lì, in Emserstrasse 12 e 13, oltre quelle due massicce porte di legno scuro dalle quali si accede alla sede del Grande Oriente tedesco.

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C'è la Loggia maschile e quella femminile, una tra le più potenti d'Europa (ufficialmente denominata Freimaurer-Frauenzirkel Zur Humanität). E poi c'è la Loggia mista, nelle cui file si può entrare solo dopo anni di affiliazione.

Vi possono accedere solo figure professionali specializzate, non necessariamente altolocate. Quel che conta è presentarsi con un profilo specifico. E il desiderio di mettere al servizio degli altri "fratelli" o "sorelle" le proprie competenze, secondo l'antico sistema delle corporazioni.

Se con il tempo ci si dimostrerà membri "seri e affidabili" e si saranno frequentati tutti gli incontri - a cadenza mensile - senza saltarne nemmeno uno - pena l'esclusione - allora dalle Maestre (o Maestri) più anziani verrà proposto - dopo un biennio - l'ingresso effettivo in loggia tramite un rito di iniziazione.

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Sta all' "iniziato" dimostrare di avere capacità sufficienti per accedere progressivamente ai gradi più alti. Saranno sempre i fratelli o le sorelle più anziane a giudicare. Medici (e loro consorti) farmacisti, ingegneri, architetti, artisti e artigiani, giornalisti. Religiosi, anche. E naturalmente, banchieri e politici. Non c'è carriera di successo a #Berlino - come nel resto dell'Europa e del mondo - che non sia passata da queste stanze e da questi saloni. Chi non è dentro è fuori. Fuori dai giochi. Fuori da tutto. Perché è da questo sistema che scaturisce, inevitabilmente, l'affidamento di incarichi più o meno rilevanti all'interno dei vari settori della società, l'assegnazione di fondi a questo o a quell'Ente, la concessione di appalti, gli aiuti alle industrie, la creazione di nuove imprese e società e via dicendo secondo un meccanismo - tutto interno - di interconnessione tra gli affiliati.

Ecco come nasce la "casta". Ecco come nascono le élites a Berlino e nel resto del mondo.

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Un sistema - quello massonico - che mentre mostra di saper tenere sotto controllo l'economia di un intero Paese proteggendola da ogni fattore di rischio, di fatto la soffoca e la blocca del tutto creando privilegi e canali preferenziali che provocano la catastrofe globale cui stiamo assistendo.

E' un italiano il paladino della trasparenza

E' di questo parere anche l'economista europarlamentare italo-tedesco Fabio De Masi (Die Linke).

Figlio di un immigrato italiano originario di Battipaglia e di una donna tedesca, De Masi si è fatto strada da solo, con la gavetta, ci tiene a sottolineare, sfuggendo tutti quei meccanismi "untivi" come lui stesso li definisce che gli avrebbero reso la vita più facile se avesse accettato contributi dal settore privato.

"Nella mia battaglia parlamentare contro le lobby - spiega nel suo sito ufficiale - io e il mio team ci sentiamo come Davide contro Golia. In Parlamento, infatti, ci sono addirittura dei deputati dei gruppi più grandi ai cui vengono affiancati, e forse anche pagati, dei collaboratori che provengono direttamente dal mondo dell’industria. Per questo motivo collaboro con organizzazioni che fungono da contrappeso alle lobby finanziarie come il Corporate Europe Observatory e il Finance Watch. Quando io stesso incontro dei rappresentanti delle lobby economiche per approfondire le mie conoscenze sulle loro posizioni e sulle loro strategie, lo comunico, ad esempio pubblicandolo su Facebook , e divulgo il contenuto della conversazione".

A De Masi sta molto a cuore la protezione giuridica degli informatori che portano alla luce gli scandali. E questo ci ha dato la forza - alla vigilia delle elezioni tedesche per il rinnovo del Bundestag - di raccontare, insieme a lui, questa storia a #BlastingNews

"Faccio parte di un gruppo trasversale di deputati fautori dell’integrità, della trasparenza e della lotta alla corruzione - spiega Fabio De Masi - e m’impegno a favore di una maggiore trasparenza e del divieto di donazioni ai partiti da parte delle imprese. Perché la vera democrazia - conclude De Masi senza esitazioni - non deve lasciarsi comprare o controllare dai potenti dell’economia. Vogliamo una politica a favore dei cittadini comuni, per questo motivo mi batto contro il potere degli imperi patrimoniali e delle lobby economiche in #Germania e nella UE"