E’ proprio nel finale che il film si dimostra essere totalmente figlio del suo tempo, un film monumento all’individualismo e all’egoismo, un film emblema della cosiddetta società liquida, senza scomodare troppo il compianto Zygmunt #bauman. Stiamo parlando della pellicola #La La Land con protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling. Il vero protagonista del film però non è la coppia dei due ballerini, che interpretano un musicista e un’attrice, ma l’amore liquido, l’unico modo in cui oggi è possibile vivere le relazioni interpersonali. I sogni, per l’appunto secondo il modello dell’american dream, non sono mai qualcosa di condivisibile, ma di individuale.

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Il sociologo individua nei rapporti contemporanei dei meccanismi per cui l'individuo tende a coltivare le relazioni in funzione dello scarico dell'ansia sugli altri. Questa concezione di Bauman riassume alla perfezione il litigio tra i due innamorati, che da reciproci sostegni diventano una reciproca minaccia. La separazione è inevitabile quando il sogno, forse meglio definibile come incubo, fatto di ambizione ed egocentrismo, fa venire meno il senso di fiducia riposto nell’altro e soprattutto la propria rassicurazione. E’ la mentalità dei protagonisti a portarli alla separazione e non la realtà delle cose, come dimostra la scena ‘immaginaria’, ma non del tutto, di come sarebbe andata a finire se non si fossero lasciati trascinare passivamente dalla loro stessa indole.

Il mondo liquido-moderno è una metafora che indica come sia venuta meno la solidità della struttura sociale, così come quella dei rapporti umani.

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Qualunque interazione viene considerata come una minaccia alla propria libertà e non può esistere un giuramento di fedeltà che non sia rivolto a sé stessi. Ogni rapporto deve essere vissuto in maniera rinegoziabile in ogni momento, al contrario un legame che si riveli stabile, comportando sacrifici e limiti appare come qualcosa di mostruoso. L'individuo odierno è vissuto passivamente dalle opportunità che gli vengono fornite e la visione di un futuro predeterminato come qualcosa di vincolante porta la persona di questo tempo a consideralo come una riduzione della facoltà di accettare opportunità ancora sconosciute e una minaccia alla propria libertà di movimento, condannandolo spesso all'inseguimento perenne di una chimera che plasma l'identità liquida, non definita e che cambia forma a seconda del contesto in cui si trova.

E’ sempre il sociologo Bauman a poter essere portato come sintesi del mondo che La La Land rispecchia. Qualunque giuramento di fedeltà che non sia stato fatto a sé stessi è irrealizzabile, considerato che nel mondo di oggi le relazioni sono un vincolo più che una risorsa, a meno che non si tratti di ‘qualcuno nella folla’ in grado di trascinare un individuo verso una possibilità di successo.

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Il prezzo da pagare per avere la giusta libertà di movimento senza qualcuno che possa ostacolare le nuove opportunità? Il proprio senso di completezza, la possibilità di avere qualcuno con cui accogliere le nuove opportunità e la condanna a recitare la propria parte con gli altri esattamente come fa la protagonista nel corso dei provini a cui partecipa. Le lacrime presenti nel film, oltreché quelle che possono esser sfuggite allo spettatore più commosso, altro non sono che lacrime di coccodrillo di chi si è fatto sopraffare dalla società liquida. D’altronde ‘la felicità è reale solo se condivisa, citando il giovane avventuriero Christopher McCandless di Into The Wild (quale modo migliore per parlare di un’opera citazionista se non quella di usare citazioni a propria volta?). #Cinema