Una bambina di otto mesi la settimana scorsa è stata ricoverata in rianimazione all'Ospedale dei Bambini di #Palermo, in condizioni di salute preoccupanti: aveva ingerito dell'hashish di proprietà del padre, che evidentemente non aveva custodito nel modo opportuno lo stupefacente al riparo dalla piccola. L'uomo è stato denunciato per lesioni colpose. La piccola è stata portata al pronto soccorso dai genitori in condizioni preoccupanti, e prima di iniziare a riprendersi ha trascorso 18 ore in stato di coma, anche se non sembra esserci mai stato pericolo di vita. La piccola, a distanza di una settimana, si è perfettamente ripresa, ma le autorità hanno deciso di trattenerla in ospedale fino a quando non sarà stata trovata una famiglia alla quale darla in affidamento.

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Il padre ha precedenti specifici

I genitori della bambina hanno anche una figlia di quattro anni, che - almeno per il momento - resta insieme a loro, mentre la piccola finita al pronto soccorso sarà data in affidamento. E' stato il padre ad ammettere davanti ai medici ed in seguito con gli inquirenti che la bambina, approfittando di un suo momento di distrazione aveva ingerito alcune dosi di hashish. A pesare sulla decisione di togliere la bambina ai genitori potrebbero essere state anche altre circostanze portate a galla dagli inquirenti che indagano sul caso: il padre infatti avrebbe precedenti per uso e cessione di sostanze stupefacenti.

Il quinto episodio a Palermo negli ultimi 5 anni

Quello della piccola che ha ingerito hashish è il quinto episodio di bambini che ingeriscono accidentalmente le sostanze stupefacenti dei genitori accaduto nel capoluogo siciliano dal 2011 ad oggi.

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In alcuni casi a finire nelle mani dei neonati sono state sostanze stupefacenti pesanti e ben più pericolose, come il bambino di un anno e mezzo che cinque anni fa arrivò al pronto soccorso in piena overdose di cocaina: fu ripreso per i capelli, e anche in quel caso la madre si vide togliere l'affidamento della figlia e condannare in tribunale insieme al suo compagno. A dicembre dello scorso anno fu ricoverata una bambina a cui i genitori avevano somministrato metadone, scambiato per sciroppo per la tosse, mentre sono altri due - di 9 e 16 mesi - i bambini ad essere stati ricoverati per avere ingerito l'hashish posseduto dai genitori.

Una minima distrazione può essere fatale

Tutti i casi avvenuti a Palermo menzionati sopra si sono risolti felicemente, ma in cronaca nazionale ogni anno ci finiscono anche episodi meno fortunati. Inutile evidenziare quanto l'ingestione di sostanze da parte di neonati possa avere esiti fatali, anche a dosaggi che per un adulto sarebbero insignificanti. I genitori che non possono o non vogliono fare a meno di utilizzare certe sostanze dovrebbero quantomeno adottare le stesse accortezze valide per farmaci e sostanze velenose, che però frequentemente dispongono di sistemi di sicurezza che impediscono l'apertura dei recipienti da parte dei bambini.

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In questi ambiti anche una minima distrazione non è consentita, i genitori interessati dovrebbero acquistare dei contenitori sicuri per custodire certe sostanze. In un sistema moderno e volto alla prevenzione, potrebbero essere i Sert a fornire gratuitamente contenitori "a prova di bambino" ai genitori a rischio. In un paese dove le stime ufficiali parlano di oltre 4 milioni di consumatori di cannabis, con dati preoccupanti per le droghe pesanti, anche questa sarebbe una buona politica di "riduzione del danno".