Se il Governo guidato da #Enrico Letta dovesse cadere, gli italiani si troverebbero costretti a pagare 7 miliardi di euro in più di tasse. E' questo l'allarme lanciato dalla Cgia di Mestre: "Nella malaugurata ipotesi che il premier Letta fosse costretto a rassegnare le dimissioni - dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi - gli italiani subirebbero una vera e propria stangata concentrata soprattutto nell'ultimo quadrimestre di quest'anno".


Da dove derivano questi soldi in più che gli italiani dovrebbero sborsare? Semplice: #imu, aumento dell'Iva e Tares. I tre balzelli costerebbero 7 miliardi di euro in più agli italiani e, dovendoli tirar fuori in una fase economica non certamente agevole come quella attuale, gli effetti potrebbero essere devastanti e negativi.


La questione Imu, in particolare, è quella che tiene banco in misura maggiore visto che i proprietari di case dovranno versare la prima rata entro il 16 settembre 2013 ed il saldo a dicembre. Per ora la misura è stata congelata, ma entro fine agosto si attende una misura definitiva che dica cosa se ne fa della tassa sull'abitazione. Pd e Pdl sono spaccati: da un lato si punta alla rimodulazione, dall'altro all'abolizione totale ed indistinta per la prima casa. Quale sarà la soluzione finale?


Iva: l'aumento prospettato per il 1° di luglio è stato rinviato al 1° ottobre. Anche qui, come nel caso precedente, è necessario trovare le coperture economiche prima di cancellare definitivamente l'eventuale aumento. Nel caso dovesse aumentare, l'aggravio per le famiglie italiane sarà di 1 miliardo di euro in appena tre mesi.


Tares: i calcoli sono chiari: la nuova imposta sull'asporto rifiuti dovrebbe portare, rispetto al 2012, un maggior gettito pari a 1,94 miliardi di euro. Di questi 1 miliardo è dovuto alla maggiorazione prevista dalla nuova tassa, mentre i 943 milioni rimanenti sono stimati come aggravio del costo di smaltimento rifiuti, così come stima la Cgia.