La grazia a Berlusconi: in un periodo in cui si dovrebbe parlare di come trovare le coperture per evitare il pagamento dell'Imu e l'aumento dell'Iva, ecco che tutta Italia parla di una eventuale grazia all'ex premier. Se ne parla a Roma, nelle stanze del potere, del Quirinale e ne parlano tutti i giornali. Anche Napolitano, Presidente della Repubblica, dapprima si è mostrato duro e fermo per un 'no', ma ora sembra aver cambiato idea.

La Corte Costituzionale, come afferma nella sentenza 200 del 2006, parla di una grazia impraticabile. "Con la sentenza 200/2006 - si legge sul sito del Quirinale - la Corte Costituzionale ha risolto il conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nei confronti del Ministro della giustizia Roberto Castelli in relazione alla titolarità del potere di grazia. Nella sentenza si legge che l'esercizio del potere di grazia risponde a finalità essenzialmente umanitarie e serve 'a temperare il rigorismo dell'applicazione pura e semplice della legge penale favorendo l'emenda del reo e il suo reinserimento nel tessuto sociale'.

"Nella sentenza, la Corte ha inoltre chiarito che spetta al Ministro svolgere l'attività istruttoria e comunicarne gli esiti al Capo dello Stato con le sue 'proposte'. Se il Capo dello Stato non condivide le valutazioni contrarie del Ministro, "adotta direttamente il decreto concessorio esternando nell'atto le ragioni per le quali ritiene di dovere concedere egualmente la grazia, malgrado il dissenso espresso dal Ministro".

Qui sono due i passaggi essenziali di questa sentenza. Innanzitutto "il potere di grazia risponde a finalità essenzialmente umanitarie" e, quindi, sembra non poter essere attuata per l'ex premier Berlusconi. Il secondo passaggio è il seguente: "Nell'esercizio del potere di clemenza individuale, il Capo dello Stato ha potestà decisionale perché organo super partes e "rappresentante dell'unità nazionale", estraneo al "circuito" dell'indirizzo politico-governativo".

A breve, quindi, sapremo cosa ne pensa Napolitano. Una cosa è certa: la questione è destinata a proseguire per diverse settimane. #Silvio Berlusconi #Giorgio Napolitano #Enrico Letta