Anche Beppe Grillo deve pagare le tasse. Il ricorso che il comico aveva presentato alla commissione tributaria della provincia di Genova è stato respinto. Aveva chiesto all’Agenzia delle Entrate la restituzione di 577.296 euro versati nei cinque anni precedenti per l’Irap.

Il leader del Movimento 5 stelle pretendeva indietro il denaro sostenendo, tramite avvocato, che il suo lavoro era svolto in maniera personale senza dipendenti e collaboratori che comportano il pagamento della tassa regionale sulle attività produttive. Ma non è così.

Come scrive la commissione tributaria "Il ricorrente ha evidenziato di esercitare la propria attività professionale di artista mediante lo svolgimento e interpretazione personale di performance teatrali originali, scritte ed elaborate dallo stesso autore in modo del tutto personale, avvalendosi - per l'organizzazione degli spettacoli - di una società (Marangoni spettacolo srl, specializzata nell'organizzazione di eventi artistici) che non è in alcun modo collegata al ricorrente, né quest'ultimo risulta essere socio".

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Ma prosegue "La tesi difensiva non può essere accolta. Le spese per i collaboratori hanno carattere continuativo e non occasionale, essendo riscontrabili in ogni annualità d'imposta. La continuità di erogazioni, ancorché non omogenea sotto il profilo quantitativo in relazione ad ogni singola annualità d'imposta, costituisce tuttavia un significativo e decisivo indicatore dell'esistenza di un'autonoma organizzazione. Si pensi, ad esempio, alle collaborazioni nella stesura dei testi, all'attività di ricerca, oppure semplicemente alla risoluzione dei problemi pratici che l'artista non ha il tempo di affrontare".

Il leader di un movimento che si è sempre scagliato contro i politici che evadono le tasse ma che, lui stesso, pretende di non pagarle. #Beppe Grillo