Il ministro dell'Integrazione Kyenge si è ritrovata la Chiesa tradizionalista cattolica contro, che non ha preso di buon grado l'affermazione fatta durante una festa del Partito Democratico, svoltasi a Cantù: il ministro sembrerebbe aver sollevato la questione sul velo che molte donne di religione islamica portano anche in Italia.

Secondo il ministro Kyenge, siccome cìè una legge vuole che le donne islamiche portino il viso scoperto e che giustamente va applicata,  ritiene che ciò non debba valere solo per coloro che vengono da un altro Paese, ma anche per le suore, poiché non bisogna avere pregiudizi nei confronti degli "estranei".

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Il paragone è decisamente sbagliato, poiché alle donne si vieta di portare il velo integrale che copre il viso, non quello che lascia coperti solamente i capelli, come avviene anche per le suore. Per questo motivo i cattolici hanno deciso di presentare un esposto alla procura contro il ministro dell'Integrazione, appellandosi alla Legge Mancino, contro la quale sono tra l'altro gli omosessuali perchè ritengono violi la libertà di espressione.

Kyenge, di religione cattolica, in realtà non voleva offendere nessuno, anche se l'affermazione è stata azzardata: ciò che intendeva è che le leggi esistono e per questo vanno applicate a tutti, senza discriminare le categorie più deboli.

La questione del velo è un tema caldo che viene affrontato già in altri Paesi, come ad esempio le Filippine, in cui si è chiesto alle insegnanti musulmane di non portare il velo e in questo momento il problema sussiste anche in Italia, poiché le suore hanno il velo, che è un simbolo religioso, mentre la scuola dovrebbe rappresentare un contesto laico.