Il destino dei Quota 96 della #Scuola rimane incerto: mentre il termine del 1 settembre è ormai vicinissimo, la loro posizione potrebbe essere chiarita ormai solo da un decreto del #Governo. Due le date chiave: il Consiglio dei Ministri è fissato per venerdì 23 agosto e per il mercoledì successivo, il 28 agosto.

Di certo l'esecutivo Letta, sotto la spinta del ministero dell'istruzione, si appresta ad apportare importanti cambiamenti all'interno del sistema scolastico attraverso l'annunciato decreto D'Alia e un decreto ad hoc sulla scuola. Ma ancora non si sa se il governo vorrà includere la questione dei Quota 96 nell'elenco dei primi temi da affrontare dopo la breve pausa estiva.

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Ricordiamo che la proposta di legge unificata n.249, che potrebbe fare raggiungere l'agognata pensione a (si stima) circa 6000 tra insegnanti e personale scolastico, è stata approvata dalla Commissione Cultura della Camera oltre un mese fa, e precisamente il 17 luglio, ma da allora il suo iter parlamentare è bloccato. Gli ostacoli sono da una parte le coperture economiche, dall'altra il temuto innesco di una potenziale scia di rivendicazioni da parte di altre categorie di lavoratori.

I prossimi saranno giorni di fuoco, i gruppi di lavoratori della scuola interessati si stanno mobilitando. Tra questi, in particolare, il Comitato Civico Quota 96 chiede l'"interessamento di tutti i sindacati, affinché proclamino lo stato di agitazione fino all'inizio dell'anno scolastico".

I membri del comitato, direttamente dalla pagina Facebook ufficiale, invitano a "sensibilizzare e coinvolgere tutte le associazioni, i comitati e gli enti no profit a cui sta a cuore la scuola".

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E annunciano l'intenzione di agire anche presso la Corte di Giustizia Europea, "per l'eliminazione urgente di una grave ingiustizia sociale perpetuata a discrimine di alcune categorie di lavoratori".

Sulla questione interviene anche Manuela Ghizzoni, deputata PD e vicepresidente della VII commissione Cultura, Scienza e Istruzione, che fa capire come il tema Quota 96 rientra nell'ampio elenco dei temi in bilico sul precario equilibrio del governo di larghe intese di Enrico Letta. "Sarà il Governo - si legge in un comunicato - nella sua collegialità e quindi nella dialettica delle diverse componenti che lo sostengono, a decidere in merito alla norma su Q96. Giusto o sbagliato che sia, è innegabile che sia così. E se lo è per un qualsiasi governo di alleanza, lo è a maggior ragione per un governo di larghe intese come quello guidato da Letta. Appunto, un esecutivo guidato dal vicesegretario del PD, ma non un monocolore PD. La vicenda che riguarda l'IMU è emblematica di questa situazione". #Pensioni