Prosegue l'infuocato dibattito sulla questione Quota 96 del comparto #Scuola. La proposta di legge unificata n.249, che potrebbe fare raggiungere l'agognata pensione ai cosiddetti "esodati della scuola", è pronta già da qualche settimana, ma ancora in attesa di una posizione chiara del governo.

E ora Manuela Ghizzoni, deputata PD in commissione Cultura che da tempo ha preso a cuore la tematica, auspica l'intervento dell'esecutivo mediante un decreto d'urgenza.

Il problema che blocca l'iter parlamentare della legge è rappresentato dalle coperture economiche, e, in relazione ad esse, dalla platea interessata dal provvedimento, sulla quale si sta assistendo da tempo ad un balletto di cifre.

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Quanti sono realmente i Quota 96? 3500 è il numero di lavoratori indicato inizialmente dal Ministero dell'Istruzione, circa 9000 quello individuato dall'Inps. Ma gli interessati al provvedimento, secondo le ultime stime, sono più verosimilmente 6000: la cifra si ottiene sottraendo ai 9000 potenziali fruitori dell'Inps quanti desidereranno continuare a lavorare, sulla base delle statistiche dei pensionamenti degli ultimi anni che vedono intorno al 30% la propensione al ritiro. 

La cifra necessaria, quindi, si attesta a circa 160-170 milioni di euro. Le ipotesi per la copertura prevedono l'introduzione di un'accisa sulle bevande alcoliche o, in alternativa, un aggravio di tassazione sulle transazioni finanziarie

Direttamente sul blog Comparto Scuola, Manuela Ghizzoni interviene stigmatizzando i troppi ritardi: "la Commissione Bilancio - afferma - ha dovuto attendere a lungo una relazione tecnica da parte della Ragioneria dello Stato che però era già pronta, dato che essa è una mera elaborazione dei dati inviati dall'Inps il 20 giugno scorso al Ministero del Lavoro.

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Un ritardo pertanto ingiustificato e molto grave, perché, al di là dei merito del contenuto, rappresenta un ostacolo alla assunzione delle decisioni politiche". 

A questo punto il termine del primo settembre si avvicina inesorabilmente, anche considerando che domani il Parlamento chiuderà le attività per la pausa estiva. Per questo, afferma la Ghizzoni, "è necessario un decreto d'urgenza del governo, stiamo lavorando anche in queste ore per raggiungere questo obiettivo". #Pensioni