Come noto è stato approvato il Decreto del Fare, divenuto ora legge: purtroppo nel testo finale, non vi è alcun riferimento circa l'abolizione della famosa tassa di concessione governativa.


Dunque le speranze dei tanti italiani che posseggono un contratto post pagato di telefonia mobile sono definitivamente sfumate, infatti a quanto pare la tassa non verrà abolita. 

Si era parlato della possibilità che il #Governo decidesse di abolire l'odioso balzello, nei giorni scorsi quando alla Camera era stato approvato il testo definitivo del Decreto del Fare. Purtroppo all’interno del testo definitivo, non viene fatto alcun riferimento all’abolizione della tassa di concessione governativa. Durante la discussione del testo del Decreto al Senato, era stato votato ed approvato su proposta della Lega Nord un ordine del giorno in cui si chiedeva che la tassa di concessione governativa venisse abolita. Inizialmente tutto faceva ben sperare, tanto che il Governo che aveva votato contro l'abolizione perché riteneva non potesse esserci una copertura finanziaria era stato anche battuto.

Ovviamente la cosa era stata accolta con soddisfazione, tanto che la notizia aveva anche avuto molto risalto da parte dei mezzi di comunicazione: tutti speravano di liberarsi di questo balzello. Purtroppo le cose sono andate diversamente, ciò sta ad indicare che durante la discussione del testo alla Camera sono state apportate delle modifiche. 

Del resto forse c'era da aspettarsi questo epilogo, visto che il Governo aveva già fatto presente che non c’erano i fondi necessari per sopperire al mancato gettito derivante dalla tassa di concessione governativa: questa tassa fa entrare nelle casse dello Stato circa 91 milioni di euro l'anno. 

Come abbiamo già ricordato la tassa di concessione governativa è stata prevista ai sensi dell’articolo n. 21 DPR 26 ottobre 1972, n. 641(Disciplina delle tasse sulle concessioni governative), il costo di tale balzello è di 5,16 euro al mese per i clienti privati, mentre per i clienti business è di 12,91 euro.