Il fenomeno del datagate vede come primi attivi protagonisti gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Ecco cos'è il datagate e come nasce: durante gli anni della seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Regno Unito si accordano per raccogliere e condividere le intercettazioni dei paesi nemici.

Questi accordi restano validi anche al termine della guerra: le maggiori compagnie telefoniche degli Stati Uniti collaborano con il governo per intercettare a livello mondiale personaggi di pubblico rilievo (come Albert Einstein, Eleanor Roosvelt, frank Sinatra, John Lennon, Martin Luther King, Marilyn Monroe). Una prima parte di questa attività di spionaggio viene rivelata al pubblico nel cosiddetto scandalo Watergate.

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Al successivo progetto ECHELON datato 1988 prendono parte anche Canada, Australia e Nuova Zelanda: lo scopo di questo programma è monitorare le comunicazioni militari e diplomatiche che coinvolgono l'Unione Sovietica; ECHELON diventa ufficialmente di dominio pubblico nel 2010.

Le sue potenzialità sono immense: le intercettazioni riguardano le comunicazioni satellitari, tutto il traffico internet e i ponti radio, sia a livello commerciale che privato.

L'attività di intercettazione da parte degli Stati Uniti si intensifica dopo l'11 settembre 2001 e si estende in maniera sistematica anche alle comunicazioni senza fili protette dei provider americani (come Verizon). Nel 2010 esplode lo scandalo WikiLeaks: migliaia di documenti riservati diplomatici vengono pubblicati dalle principali testate giornalistiche mondiali.

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A marzo 2012 è datata una nuova fuga di notizie: il direttore della National Security Agency, durante una interrogazione parlamentare, nega l'esistenza di un programma di sorveglianza di massa sui cittadini americani.

All'inizio del 2013, Edward Snowden, ex tecnico informatico della CIA, consegna alla stampa quasi 20.000 documenti top secret, innescando la più grande fuga di notizie sulle attività segrete delle agenzie statunitensi.

In questa documentazione si rivela l'esistenza di diversi programmi di sorveglianza massiva come PRISM e TEMPORA, volti a tracciare le comunicazioni di cittadini americani e stranieri.

Il National Security Agency avrebbe quindi intrecciato una rete di spionaggio in grado di intercettare tutto il traffico web e telefonico di oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo, grazie al supporto di FBI, intelligence straniere (come il GCQH britannico e il DSD australiano), e società private tra cui Verizon, Facebook e Google.

Secondo i documenti consegnati da Snowden, lo scopo di queste intercettazioni è la lotta al terrorismo e la conservazione della sicurezza della nazione: le informazioni sono state utilizzate per valutare la stabilità economica e politica degli altri paesi (Cina, Russia, Cuba, Siria, Iran, Corea, Pakistan...) e per raccogliere informazioni commerciali relative a società e soggetti privati.

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Il 25 ottobre 2013 è inoltre diventata di dominio pubblico l'esistenza di un documento che attesta le intercettazioni telefoniche a carico di 35 leader politici stranieri, tra cui quelle relative ad Angela Merkel, ambasciate e consolati in tutto il mondo, le sedi di ONU e Nato.

In merito ai privati cittadini americani, i tabulati telefonici e il traffico internet sono raccolti e conservati attraverso vari punti di raccolta dislocati in tutto il mondo (uno di questi centri è ubicato in Italia, a Roma) per eludere le normative sulla privacy degli USA.