#Enrico Letta ha ottenuto la fiducia al Senato, con 235 sì e 70 no. Fino all'ultimo era sembrato che #Silvio Berlusconi volesse negare la fiducia al Letta bis. Poco prima del voto, il ripensamento: il Cavaliere ha preso la parola in aula annunciando l'appoggio a Letta da parte del Pdl.

Prima del voto, Enrico Letta ha pronunciato un lungo discorso al Senato, una dichiarazione di intenti e un dettagliato riassunto di quello che è già stato fatto, ma anche una richiesta di responsabilità ai senatori.

"Nella vita delle nazioni l'errore di non saper cogliere l'attimo sarebbe irreparabile". Letta ha iniziato citando Luigi Einaudi per illustrare quale sarebbe la situazione se il #Governo cadesse dopo soli cinque mesi.

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Letta cita anche Napolitano: "Cinque mesi fa invitava le camere a offrire una testimonianza di consapevolezza e coesione nazionale e invitava chi lo aveva eletto una seconda volta a uno scatto di dignità. Quel monito ha avuto l'impegno di tutte le forze e la massima determinazione governo per costruire impegno tangibile, per rinnovare l'Italia e restituire al mondo l'immagine di un paese giovane e dinamico".

Letta ricorda come la lealtà di tutti membri del Governo sia fondamentale e indispensabile per continuare il percorso di ripresa del paese. "Le cose cambieranno se siamo solidi al punto che l'incontro con l'avversario non sporchi la nostra reputazione. Solo chi non ha le spalle larghe finisce ostaggio della paura del dialogo".

Il premier parla poi direttamente di Berlusconi, e fa riferimento alle sue vicende giudiziarie: "Il rispetto per le istituzioni è intrinseco della mia storia personale e politica, il Governo è nato in parlamento e se deve morire deve farlo qui.

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E' il caso della vicenda giudiziaria di Berlusconi, esattamente una settimana fa la situazione è diventata insostenibile in seguito cui traccio separazione questione giudiziaria e esecutivo che lavora per l'italia che non possono essere sovrapposti. In uno stato democratico le sentenze si rispettano e si applicano, fermo restando il diritto intangibile a una difesa efficace senza trattamenti ne ad personam né contra personam, diritto per parlamentari e cittadini".

Non manca il confronto con la Germania sulla stabilità del governo "Dal '92 ad oggi abbiamo avuto 14 governi, in Germania nello stesso periodo si sono susseguiti tre cancellieri.Un altro spread, che pesa nel confronto con le grandi democrazie europee. Nel breve orizzonte dei governi manca il coraggio perché ai primi costi il Governo viene mandato a casa". 

Letta ricorda poi le conseguenze della possibile caduta del Governo: "Significherebbe rinunciare a riforma politica e istituzioni. Oggi in poco tempo possiamo riformare davvero la politica.

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Se davvero discussi e approvati i provvedimenti varati possono portare a una svolta dell'opinione. ".

Non mancano i riferimenti alla riforma elettorale, senza cui per Letta è impossibile tornare al voto: "In caso di crisi rischiamo di scivolare in elezioni che raggiusteranno percentuali tra partiti ma che rischierebbero di consegnare ancora il paese all'ingovernabilità, con questa legge elettorale. Alle famiglie italiane dobbiamo rendere conto delle nostre azioni su di loro voto di oggi causerebbero danni irreparabili".

Oltre ad aver ricordato ciò che è stato già fatto dall'esecutivo, sono state stilate le priorità per il  rafforzamento  della ripresa: taglio delle tasse per i lavoratori, intervento sui limiti che bloccano competitività economia. Obiettivo: aumento pil pari 1% 2014 e superiore anni successivi. Parole chiave: crescita e lavoro "La legge di stabilità sarà l'occasione per raggiungere obiettivi e ridurre spesa e tasse, confermando rotta degli impegni assunti. proprio perché non vogliamo nuove tassi intendiamo mettere il contenimento della spesa pubblica al centro del bilancio 2014. Se otterremo fiducia, a Cottarelli daremo il ruolo di commissario della spending review, la quale tutelerà le fasce deboli della popolazione". 

Tra gli obiettivi annunciati: il rilancio del Mezzogiorno, l'Expo 2014, la lotta all'evasione, il taglio della spesa pubblica, l'utilizzo ragionato dei fondi europei, l'agenda digitale, con un progetto su cui si concentrerà l'attenzione dell'esecutivo: "Per noi italiani, cultura ed educazione dovranno essere il cuore della nostra riscossa".

Letta concluse il discorso con un'altra citazione, questa volta di Benedetto Croce: "Ciascuno di noi si ritiri con la propria coscienza".