Con un discorso di oltre cinquanta minuti, impreziosito dalla sua proverbiale ironia, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, dal palco della Leopolda gremita per l’occasione, parla di quattro punti fondamentali per il futuro del nostro paese: Italia, Europa, lavoro ed educazione.

Il discorso di Renzi, trasmesso in diretta streaming, ha concluso tre giorni di incontri e discorsi che hanno riguardato economia e politica e che hanno permesso al candidato per la segreteria del Pd, di lanciare vigorosamente, dal palco della Leopolda, lo sprint per la sua leadership.

Tra i temi più caldi e attesi, c’era sicuramente la riforma elettorale, sulla quale #Matteo Renzi è stato chiaro e perentorio, ribadendo la sua convinta preferenza nei confronti di un dispositivo simile a quello in vigore per l’elezione dei sindaci con tanto di doppio turno per le liste più votate, che secondo lui, possiede tre requisiti indispensabili: permette di sapere subito chi è il vincitore, ma soprattutto permette alla maggioranza eletta di governare autonomamente, infine, stabilisce che il vincitore, se non governa bene va a casa, senza la possibilità di “inciuci” o giochi di palazzo alle spalle dei cittadini.

Dal palco della ex stazione ferroviaria della Leopolda, Matteo Renzi fa partire, quindi, un deciso monito a coloro che in Senato hanno lavorato, in questi giorni, ad una bozza di legge elettorale sul modello spagnolo, che non sarebbe assolutamente idonea, per sua natura, a scongiurare nuove possibilità di “larghe intese”.

I cittadini che hanno affollato la Leopolda, in questi ultimi tre giorni, non hanno nascosto una certa insofferenza nei confronti delle larghe intese e Matteo Renzi ha scaldato l’ambiente descrivendo la sua visione del Pd come partito maggioritario, nel quale la parola “leadership” non può più essere vista come “parolaccia”.

Applausi fragorosi hanno riempito l’aria della ex stazione Leopolda quando il sindaco ha parlato delle riforme costituzionali, giudicando indispensabile il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari, applausi che sono diventati ovazione quando Renzi  ha affermato che l’abolizione delle Province sarebbe un’ottima occasione per far tornare qualcuno a lavorare.

Matteo Renzi  ha concluso la convention della Leopolda, confermando la sua grande abilità di comunicatore con una frase ad effetto: "Tutti insieme costruiremo un'Italia che dia un nome al futuro", ha detto prima di concedersi il rituale abbraccio dei suoi sostenitori. #Elezioni politiche