I seggi si sono chiusi alle ore 20 di ieri, domenica 20 ottobre. Lo spoglio dei voti in merito ai due quesiti referendari sui quali sono stati chiamati ad esprimersi i cittadini della Repubblica di San Marino ha evidenziato il mancato raggiungimento del quorum per entrambi i quesiti.

Infatti i voti favorevoli all'inizio delle trattative, seppur difficili, di ingresso nella Comunità dell'#Unione Europea del piccolo Stato del monte Titano sono stati soltanto 6733 (50.28%), mentre per il raggiungimento del quorum del 32% ne servivano 10657. A pesare sul mancato superamento di tale soglia hanno inciso in modo significativo i voti contrari a tale proposta referendaria, pari al 49.7% (6444 voti) e le numerose schede bianche e nulle di boicottaggio (oltre 1000).

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Più netti i risultati dell'altro quesito, quello riguardante la rivalutazione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, definito "referendum salvastipendi". Dalla consultazione emerge, infatti, che 10.025 elettori hanno espresso parere favorevole (pari al 73%: mancavano solo 632 voti per il raggiungimento del quorum), mentre solo 26 sanmarinesi su 100 hanno detto "no" alla proposta.

L'affluenza generale alle urne è stata del 43.38%, di cui oltre il 62% di cittadini "interni", mentre gli "esterni" a votare sono stati 599 (solo il 5,31%), il cui peso astensionista si è rivelato decisivo.

Tra gli interni, bene i seggi di tutti i Castelli, eccezione fatta per Città che ha raggiunto una percentuale di partecipazione al voto vicina al 60%. Nel complesso, ad ogni modo, affluenza in aumento di due punti rispetto alle precedenti consultazioni referendarie del 2011.

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