E' oggi martedì 5 novembre, la giornata cruciale per il ministro di Grazia e Giustizia Annamaria Cancellieri, riferirà alle Camere sulla scarcerazione per motivi di salute di Giulia Ligresti e sul suo intervento per favorire ciò.

Giulia Ligresti con la sua famiglia è stata coinvolta nello scandalo Fonsai che negli scorsi mesi ha occupato molte pagine della cronaca finanziaria. I Ligresti sono una delle famiglie economicamente più potenti d'Italia e allo stesso tempo proprio nella Fonsai ha lavorato il figlio del ministro Cancellieri, ciò rende la vicenda ancora più scottante nonostante da più parti si stiano sollevando cenni di solidarietà bipartisan.

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A chiedere le dimissioni è stato il Movimento 5 Stelle, le stesse sono state già presentate al premier Letta, il  ministro non nega il suo interessamento alla vicenda, ma lo circoscrive nella normalità delle sue funzioni affermando di avere agito in tal modo centinaia di volte durante il mandato. Le dimissioni sono però state rifiutate dal presidente del consiglio #Enrico Letta.

Sostegno al ministro arriva dal PDL che, per voce dell' on. Brunetta e di Fitto, anche lui coinvolto in problemi giudiziari, chiede che non siano usati due pesi e due misure e quindi anche l'interessamento al caso Ruby dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, debba essere riportato nella dimensione dell'intervento umanitario, di conseguenza dovrebbero cadere la accuse di concussione, per le quali si sta svolgendo il processo.

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A spaccare il PD invece c'è Civati che chiede le dimissioni del Ministro.

Ulteriore sostegno arriva da Francesco Cascini, vice capo del DAP, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Afferma che già si stava occupando della vicenda e delle condizioni di salute precaria di Giulia Ligresti e che in ciò nessun peso ha avuto l'interessamento del ministro Cancellieri. Conferma anche che in passato vi è già stato l'interessamento della stessa verso altri detenuti, parla di una quarantina di essi, a conferma della tesi del ministro di Grazia e Giustizia sulla ordinarietà, in relazione alle sue funzioni, di tale intervento umanitario.

Non resta che attendere per vedere l'andamento della discussione in Parlamento. La vicenda da più parti, soprattutto nella società, ha sollevato paralleli con altri casi, recenti o meno, come ad esempio il caso Cucchi.