Amnistia e indulto 2013, ultime notizie: nuove proposte da parte del ministro Cancellieri, che in una recente intervista ha rivelato alcuni dettagli per quanto riguarda la riforma delle carceri che intende portare avanti. Due in particolare le misure più importanti: la creazione di ulteriori posti, con 4500 nuovi posti per maggio 2014 e 12 mila posti in più entro il 2015, e la volontà di garantire all'80% circa dei detenuti otto ore d'aria, anziché due.

Ma per quanto riguarda amnistia e indulto 2013? Le ultime notizie non arrivano dalla Cancellieri: a parte i Radicali che si stanno riorganizzando per un nuovo e più determinato pressing sul #Governo, sono i dati regionali sulle carceri a parlare chiaro: il sovraffollamento non si è ridotto in Toscana, né a Reggio Calabria, né in Liguria.

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Le autorità e i rappresentanti istituzionali dichiarano la non incidenza del decreto svuota carceri sul sovraffollamento delle prigioni. In realtà la Cancellieri parlava di amnistia e indulto per il 2013 anche ai tempi dello Svuota Carceri, sottolineando che il decreto a sé stante non avrebbe risolto il problema.

Al momento, come è noto, il Governo e la Cancellieri in particolare sono al lavoro, più che su misure di amnistia e indulto, su misure per rendere molto più parca l'applicazione della custodia cautelare. Eppure continuano a giungere forti i segnali di richiesta di misure differenti dal carcere per chi ha compiuto reati minori. Il presidente della Regione Toscana commentando la drammatica situazione carceri ha suggerito la possibilità di spostare un certo numero di detenuti per reati di tossicodipendenza fuori dal carcere, in apposite comunità, ma ha anche chiesto al Ministro di intervenire affinché tali posti liberati non vengano poi occupati subito da nuovi detenuti: ovvero, liberare posti nelle carceri sì, ma anche modificare le leggi.

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A ogni modo crediamo che presto si tornerà a parlare di amnistia e indulto 2013, viste le notizie che giungono dai Radicali in merito alla volontà di continuare la loro lotta e di fare quanta più pressione è possibile sul parlamento (e magari anche di riportare l'attenzione dei media sulla questione). Inoltre si avvicina sempre più il termine di maggio 2014, entro il quale se la situazione carceri non sarà normalizzata l'Italia dovrà pagare salatissime multe all'UE.