Dopo le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riguardo la pessime condizioni delle carceri italiane e alla necessità di rapidi interventi sui temi di amnistia ed indulto, il processo che dovrebbe portare ad una riforma sembra essersi nuovamente interrotto sia per la precedenza data alla riforma sulla custodia cautelare, ma soprattutto per via del caso Ligresti che ha interessato in prima persona il Ministro della Giustizia Cancellieri ed ha attratto le attenzioni di tutta la politica italiana. Anche la scissione del centrodestra inoltre è stato un elemento di "distrazione" che ha messo in secondo piano il problema carceri.



Il tema di amnistia e indulto sembra però essere quello più di rilievo per i radicali che per protestare contro la situazione attuale hanno organizzato in questi giorni dei comizi di protesta davanti ad alcuni istituti penitenziari italiani.



Nel frattempo l'Italia è stata fortemente criticata anche dal Comitato sulla prevenzione della tortura del Consiglio Europeo che, dopo un indagine condotta nel maggio del 2012 in sei dei maggiori carceri italiani, ha dichiarato di aver trovato una situazione che lasciava molto a desiderare soprattutto per quanto riguarda l'aspetto igienico.



La relazione del Comitato ha inoltre fatto luce su un aspetto molto importante quale il maltrattamento all'interno dei penitenziari, puntando il dito contro l'Italia, dove sono stati riscontrati alcuni casi di violenze subite dai carcerati (rilevate soprattutto a Vicenza) senza conseguenze per gli aggressori.





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