Il Decreto Legge #Scuola è diventato Legge, vediamo in cosa consiste, chi pagherà il dazio per le spese previste, cosa cambia per l'apprendistato, i contributi agli studenti e le assunzioni dei docenti.

Cominciamo dal diritto allo studio e dunque delle borse di studio per studenti universitari. Dal 2014 saranno messi a disposizione 100 milioni in più all'anno. Invece per quanto concerne eventuali contributi agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno i requisiti per beneficiarne, sono previsti e dunque elargiti 15 milioni di euro. Ciò riguarderà i disabili, le spese per i mezzi di trasporto, l'assistenza specialistica e naturalmente la condizione economica (fonte Il Sole 24 Ore).

Pubblicità
Pubblicità

Ciò che è stato stabilito dalla nuova legge sulla scuola a riguardo dei contributi, non entra in rotta di collisione con quelli già previsti dalle Regioni. Una delle differenze fra il Decreto Legge Scuola e quello approvato, è che sono stati esclusi i contributi per il merito negli studi, e le spese di ristorazione, mentre sono stati come già detto, inseriti i contributi per le condizioni di disabilità e assistenza specialistica.

La Legge Scuola prevede anche la miglioria del contratto di apprendistato a scuola, nelle univeristà e per le scuole di tecnologia della durata di 2 anni che vengono frequentate dopo il diploma.

E per i docenti? Per loro è previsto un nuovo piano d'assunzione compreso nel periodo 2014-2016 che coinvolgerà 69.000 docenti di cui 27.000 di sostegno e 16.000 per coloro che sono destinati al personale amministrativo.

Pubblicità

Non c'è più il contributo previsto per le migliori università che ammontava a 41 milioni di euro.

Ma chi pagherà questa manovra di quasi mezzo miliardo di euro? I consumatori ovviamente, perchè la coperta è corta, per chi riceve c'è chi paga dazio, infatti gli effetti della nuova Legge Scuola che ha previsto nuove spese e dunque nuovi esborsi economici finanziari da parte dello Stato, non saranno compensati da tagli in altri settori, bensì dall'aumento delle accise su alcool e sulla birra che andrà a danneggiare anche i produttori artigianali di tale prodotto, purtroppo il #Governo ci ha abituato a favorire una categoria di lavoratori per penalizzarne un'altra, innescando la solita guerra fra poveri, ma loro quando taglieranno i costi della politica?

#Università