Annamaria Cancellieri interviene alla Camera sul caso Ligresti e sottolinea come siano recentemente stati avanzati interrogativi infamanti sul suo operato di Ministro della Giustizia, interrogativi e dubbi gravi che richiedono - secondo il Ministro - una "ricostruzione precisa" dei fatti per dare a ciascuno la possibilità di un giudizio obiettivo.

Il Guardasigilli ha sostenuto con forza di non aver mai sollecitato la scarcerazione di Giulia Ligresti né di aver mai indotto altri ad agire in tal senso. Al contrario, la scarcerazione della giovane Ligresti sarebbe avvenuta su decisione autonoma della magistratura di Torino. 

Il Ministro Cancellieri ha dichiarato apertamente che spesso le giungono segnalazioni, talvolta dall'interno delle carceri, talvolta da familiari o associazioni e che di ogni caso cerca di farsi carico personalmente.

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Giulia Ligresti non sarebbe, dunque, che l'ultima in ordine di tempo, seppure la più in vista. Tutte le evidenze presenti nel fascicolo giudiziario, dimostrerebbero oltre ogni dubbio che la scarcerazione di Giulia Ligresti è stata disposta senza alcuna ingerenza da parte del Ministro. Sarebbe anzi "arbitrario e destituito di ogni fondamento" sostenere il contrario.

"Considero la fiducia del Parlamento decisiva per il prosieguo del mio mandato"

In caso contrario, la Cancellieri si è detta pronta, senza alcuna esitazione, a fare un passo indietro per non essere d'intralcio. "Sono sinceramente rammaricata e addolorata", ha sottolineato il Ministro che si augura che la propria coerenza e integrità emergano dai fatti, più che dalle parole. Sarebbero più di cento, solo negli ultimi mesi, i casi analoghi a quello di Giulia Ligresti di cui il Ministro si è occupata personalmente come ampiamente documentato nei relativi fascicoli.

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Si rammarica anche del coinvolgimento di suo figlio nella vicenda, e sottolinea come il figlio sia entrato in Fonsai nel maggio 2011, periodo nel quale aveva "cessato dalle funzioni di commissario straordinario di Bologna ed ero una tranquilla signora che mai avrebbe pensato di diventare ministro".

I banchi dei senatori di ogni gruppo parlamentare erano gremiti. Silvio Berlusconi non era presente. Un lungo applauso ha salutato la fine dell'intervento del Ministro della Giustizia da parte di Pdl, Pd e Scelta Civica, mentre il M5S e la Lega hanno accolto freddamente l'intervento. #Governo #Senato #Camera dei Deputati