La visita di Vladimir Putin in Italia è di grande valenza politica ed economica. Dopo aver incontrato papa Francesco e aver passato l'intera serata assieme al suo vecchio amico #Silvio Berlusconi, Putin ha incontrato #Enrico Letta a Trieste, centro città blindato per l'occasione, per il bilaterale in programma da mesi.

Grande lo spiegamento di forze dell'ordine e di uomini dei servizi, italiani e russi, messi in campo per evitare le contestazioni delle associazioni ai diritti umani e dei movimenti LGBT, che contestano la mancanza di democrazia e rispetto delle libertà civili in Russia.

La storia tra Putin e l'Italia, o meglio tra Russia e Italia, visto che potremmo risalire fino al periodo Andreotti, sempre gradito ospite a Mosca, è una storia di amicizia ed interessi comuni.

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Dagli intrecci politici degli anni 70 e 80 del secolo scorso, fino alle collaborazioni economiche in campo energetico e militare.

Non è un caso che Putin sia stato accompagnato, nella sua visita a Trieste, dai principali ministri del suo gabinetto, esteri, difesa ed economia. Tanti e molteplici quindi gli interessi in comune. Per quanto riguarda l'Italia sicuramente gas e petrolio, con Eni protagonista negli ultimi anni, nella costruzione di gasdotti trans-europei. Ma anche export di tecnologia militare, sistemi d'arma e satellitari in particolare, con Finmeccanica in prima fila.

La Russia vede di buon occhio la collaborazione con l'Italia e potrebbe essere interessata alle privatizzazioni annunciate da Enrico Letta, in particolare proprio la cessione di quote del colosso energetico italiano Eni, potrebbe aprire alla Russia nuovi mercati europei.

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Senza dimenticare la passione dei russi per i prodotti italiani di qualità, moda e cibo specialmente, come dimostrato nelle giornate del summit dalle delegazioni russe presenti a Trieste, che hanno letteralmente preso d'assalto le aziende agricole del Collio Goriziano e del Carso a caccia di vini pregiati.

Sicuramente la Russia deve fare ancora passi da gigante nel rispetto dei diritti umani e le proteste sono comprensibili, ma non va sottovalutato il beneficio che il gigante russo può portare alla nostra asfittica economia.