Dichiarazioni di intenti e nuove prese di posizione continuano a susseguirsi sul caso amnistia e indulto; registrati i pareri favorevoli del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, secondo il quale si tratterebbe di una buona mossa solo se accompagnata da un disegno di riforma del sistema penitenziario, e del Presidente della Repubblica #Giorgio Napolitano, va segnalato il perdurare del ‘no’ opposto dal neosegretario PD #Matteo Renzi, convinto che la cosa si tradurrebbe in clamoroso autogol.



Le novità sulle questioni amnistia e indulto riguardano le affermazioni del premier Letta, dichiaratosi pronto ad agire, e del senatore del Nuovo Centrodestra Roberto Formigoni, secondo il quale 'amnistia e indulto sono provvedimenti assolutamente necessari'.

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A scandire il dibattito anche il messaggio di Papa Francesco, che ieri ha dedicato un pensiero a quanti nelle carceri vengono 'violati nella propria dignità di uomo e soffocati in ogni volontà di riscatto'.

Amnistia e Indulto 2013: Letta pronto all’azione, Napolitano e Cancellieri d’accordo, no di Renzi

Durante il discorso tenuto alla Camera, il Premier Enrico Letta ha parlato anche del tema rappresentato da amnistia e indulto: 'Il Parlamento assumerà le sue decisioni ma siamo pronti per quel che riguarda il #Governo, siamo la patria di Cesare Beccaria e lo dobbiamo dimostrare'. Interessante il riferimento al celebre autore de 'Dei delitti e delle pene', ma al di là di citazioni e colte e dichiarazioni di intenti sarebbe ora di passare ai fatti perché il tempo stringe e le carceri scoppiano.



Il Consiglio d’Europa ha più volte richiamato l’Italia invitandola a provvedere circa le condizioni disumane dei detenuti ubicati presso le proprie carceri, e a maggio 2014 la nostra nazione dovrà presentarsi a Strasburgo con un corpus di misure già introdotte per porre un argine alla cosa; anche e soprattutto in riferimento a questa scadenza, Napolitano e Cancellieri si sono detti possibilisti, con il Presidente della Repubblica ad aver in particolare parlato di 'assunzione di responsabilità doverosa' da parte del Parlamento, che deve comunque agire in un senso o nell’altro.



Il segretario del Pd Matteo Renzi è invece contrario a dare il là ad indulto e amnistia: troppo gretto, dal suo punto di vista, il messaggio che si invierebbe a giovani e meno giovani rimettendo in libertà dei detenuti per problemi di affollamento.

Amnistia e Indulto 2013: Formigoni del Nuovo Centrodestra d’accordo

'Amnistia e indulto sono provvedimento necessari, per questo sono d'accordo con la Marcia per l'amnistia del 25 dicembre. La partenza da San Pietro e' giusta, perché sappiamo che i Papi si sono sempre pronunciati per dedicare attenzione al mondo delle carceri. E da Palazzo Chigi, dal governo, e soprattutto dalle forze politiche, ci aspettiamo un atto forte': queste le parole di Roberto Formigoni, senatore del Nuovo Centrodestra, interpellato ieri da Radio Radicale riguardo la Marcia organizzata dai Radicali per il giorno di Natale.

Amnistia e Indulto 2013: il messaggio di Papa Francesco

Il tema è talmente caldo e delicato da aver spinto anche Papa Francesco in persona ad esprimere un pensiero: 'Viene da pensare alle condizioni inumane di tante carceri, dove il detenuto è spesso violato nella sua dignità di uomo, soffocato anche in ogni volontà ed espressione di riscatto'. Chiaro il messaggio del Pontefice, assolutamente fermo nel sottolineare che Dio vuole la conversione dei peccatori e non la loro morte, o peggio ancora, la loro umiliazione.



Quel che è certo a questo punto è che una soluzione appare lontana: per introdurre un provvedimento così rilevante è necessario un consenso di massima di tutte le forze politiche, ma l’impressione è che questa meta al momento sia irraggiungibile. Per di più il governo è chiamato ad affrontare anche altre questioni spinose, come Imu e legge elettorale, ed in particolare la seconda sta tenendo banco nelle ultime ore.



A complicare le cose anche la sostanziale delegittimazione cui viene di recente sottoposta la Cancellieri, in merito alla quale il ciclone del caso Ligresti non sembra aver terminato di sortire i propri effetti.