E' una lettera dura quella che Laura Arconti, Presidente di Radicali Italiani, ha inviato ai Presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Il nucleo centrale dell'appello urgente è la sottolineatura di come sia caduto nel silenzio più assordante il messaggio del Presidente della Repubblica, #Giorgio Napolitano, inviato alle Camere l'otto ottobre scorso, ormai tre mesi fa.

Il messaggio alle Camere è un importante atto formale, previsto dall'art.87 secondo comma della Costituzione Italiana ed è stato adottato raramente, in questo caso per la prima volta dal Presidente Napolitano.

Un atto significativo, quindi, che rimarcava quella "prepotente urgenza" già indicata dal Presidente nel suo Intervento al Convegno "Giustizia! In nome della Legge e del Popolo sovrano" il 28 luglio 2011, ben oltre due anni fa! 

Laura Arconti conclude la sua lettera con un auspicio che speriamo non resti inaudito: "Anche se il Parlamento è in vacanza voi, Presidente Grasso e Presidente Boldrini, avete una possibilità immediata di riaffermare la vostra autorevolezza e la vostra fedeltà alla Costituzione ed al Capo dello Stato.

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Se non vi basta l'animo per marciare con noi il giorno di Natale da Piazza Pia a Largo Chigi, almeno scrivete un messaggio pubblico al Comitato promotore della Marcia impegnandovi formalmente a convocare la Conferenza dei Capigruppo il 27 dicembre stesso, o a calendarizzare d'autorità il dibattito sul Messaggio del Presidente Napolitano alle Camere."

I dati sulle carceri sono drammatici , con quasi il 200% dei detenuti ospitabili, con il 40% dei detenuti in attesa di giudizio di cui la metà, statisticamente, andrà prosciolta, con oltre 150.000 processi all'anno che vanno in prescrizione grazie alla lentezza della macchina giudiziaria su cui gravano quasi dieci milioni di processi.

Persino Papa Francesco è riuscito a riformare in pochi mesi la giustizia in Vaticano, per esempio abolendo l'ergastolo e introducendo il reato di tortura, cose non compiute in Italia nonostante la ratifica parlamentare di atti internazionali.

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Non l'Italia. E quindi viene il sospetto che abbia ragione chi definisce il nostro Paese "criminale abituale" e rimane da domandarsi come mai non discuta di questi temi né il Parlamento e né il Paese, con l'opinione pubblica sempre più distante dai problemi reali.

Perché è ormai provato che una giustizia più efficiente sarebbe parte del volano necessario a far riprendere gli investimenti e l'occupazione: e non parliamo solo degli investitori stranieri. La mancanza di sicurezza e l'inefficienza del sistema giudiziario hanno fatto passare la voglia di investire anche a tantissimi imprenditori italiani, con riverberi importanti su tutte le cifre dell'economia nazionale.

Tra le tante misure indicate dal messaggio alle camere diviene urgente, umanitariamente urgente, che le Camere approvino un provvedimento combinato di amnistia e indulto come richiesto.

Discutendone pubblicamente in Parlamento e nel Paese, affinché si possa attuare questo provvedimento senza minare la sicurezza e senza deludere le aspettative di giustizia dei cittadini.

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Accompagnando tali provvedimenti con riforme auspicate di riorganizzazione della macchina giudiziaria, ma anche procedendo alla depenalizzazione di reati come quelli previsti dalle ormai famigerate leggi Bossi-Fini e Fini-Giovanardi. #Senato #Presidenza della Repubblica