Dopo la marcia di Natale a Roma i radicali italiani torneranno a invocare al Parlamento amnistia e indulto dall'interno delle carceri della Capitale d'Italia, nazione già sanzionata dalla Corte europea per le condizioni inumane e degradanti provocate dal sovraffollamento degli istituti penitenziari.

Mercoledì primo gennaio 2014 una delegazione del Partito Radicale e dei Radicali italiani visiterà la mattina il carcere di Regina Coeli, a partire dalle ore 9.30; poi nel pomeriggio la visita sarà al carcere di Rebibbia, a partire dalle 15. La delegazione, informa una nota dei radicali, sarà guidata dal leader storico Marco Pannella e sarà composta da Rita Bernardini, Giulia Crivellini, Isio Maureddu, Mina Welby, Paola Di Folco e Laura Arconti.

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Andrà a visitare il carcere sardo di Tempio Pausania in provincia di Olbia, invece, il vice presidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti, del Pd, renziano che però su indulto e amnistia la pensa diversamente dal leader democratico Matteo Renzi. Giachetti, che il 25 dicembre scorso ha partecipato a Roma alla marcia per l'amnistia, ha fatto sapere che anche quest'anno trascorrerà la notte di Capodanno in carcere per portare i propri auguri ai detenuti, al personale e alla direttrice del carcere di Tempio Pausania, Carla Ciavarella.

Iniziative di solidarietà che cercano di dare voce ai detenuti, come quelle che si è svolta ieri nel carcere di Poggioreale, con una messa celebrata dall'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, insieme al cappellano del carcere don Franco Esposito.

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"I reclusi non sono esclusi dalla società", ha detto il cardinale Sepe nell'omelia ricordando che, riporta l'Ansa, "la situazione di difficoltà dei carcerati che è nota anche a livello internazionale e anche il presidente Napolitano sta cercando risposte a questo. Qualcosa si sta muovendo – secondo l'arcivescovo di Napoli - per dare a voi fiducia a speranza di redenzione e di reinserimento nella società".

Intanto si attende il messaggio di fine anno di Napolitano e molto probabilmente il presidente della Repubblica non farà mancare il suo nuovo appello alle Camere per indulto e amnistia per rientrare entro il maggio nel 2014 nei criteri di detenzione stabiliti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla Costituzione italiana. #Unione Europea #Giorgio Napolitano