"No all'indulto e all'amnistia, ma bisogna affrontare la situazione carceraria". A dirlo ieri, ai microfoni di Radio Radicale, è stato il segretario nazionale dell'Italia dei valori Ignazio Messina.

Nell'intervista, realizzata dal giornalista Lanfranco Palazzolo, Messina ha spiegato che l'Italia dei valori, il movimento fondato dall'ex magistrato Antonio Di Pietro, dice "sì alla ricerca di soluzioni condivise ma no all'amnistia e all'indulto". "Riteniamo – ha aggiunto il segretario di Idv - che amnistia e indulto non siano la soluzione al problema delle carceri italiane, ma che piuttosto rappresentino dei provvedimenti finalizzati solo a risolvere temporaneamente il sovraffollamento delle carceri in Italia per farlo riesplodere subito dopo come dimostrano le esperienze del passato".

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"Noi abbiamo presentato le nostre proposte di legge – ha proseguito Messina – che puntano a depenalizzare alcuni reati minori che incidono di meno sulla sfera sociale e ad estendere i benefici per la buona condotta dei detenuti".

Bisogna cercare inoltre, ha detto il leader dell'Idv, di "utilizzare quelle strutture penitenziarie già completate ma mai aperte e utilizzate per mancanza di agenti di polizia penitenziaria". Messina ha parlato anche della necessità di trovare i fondi per "costruire di nuove carceri, per assumere nuova forza lavoro e garantire condizioni di vita migliore ai detenuti attualmente costretti, in molti casi, a condizioni disumane che noi naturalmente non condividiamo". Secondo il segretario di Idv, è "intollerabile che la polizia penitenziaria sia sotto organico di oltre 5000 unità e che non abbia i mezzi per poter operare nel migliore dei modi".

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E di indulto e amnistia è tornato a parlare oggi in Parlamento il presidente del Comitato diritti umani della Camera dei deputati Mario Marazziti che ieri è andato a visitare il carcere Regina Coeli a Roma tra i più sovraffollati d'Italia. "Io credo – ha detto Marazziti, di "Per l'Italia", intervenendo nell'aula di Montecitorio - che la richiesta che viene dal carcere non è la richiesta di provvedimenti spugna, ma la richiesta di amnistia e indulto, insieme a tutti gli altri provvedimenti che come Parlamento siamo tenuti a mettere a punto, ha una sua ragionevolezza, e mi auguro che il 2014 sia anche un anno in cui seriamente e senza scontri ideologici possiamo affrontare questa questione". #Governo