"Se Civati non va da Fazio, Fazio va da Civati". Così Paolo Cosseddu introduce sul palco Pippo Civati, candidato alle primarie #Pd del prossimo 8 dicembre. La scenografia, il tavolo e la sedia sono quelli del popolare talk show della domenica sera, ma Fabio Fazio e Filippa Lagerback non sono presenti.

Le domande sono le stesse che il conduttore ha posto a Matteo Renzi e Gianni Cuperlo dopo averli accolti nel suo studio. "La voglio ringraziare Fazio, perché la sua trasmissione è la mia preferita. Tante persone le hanno scritto in questi mesi per convincerla ad invitarmi, non era il caso, bisognava essere più sobri". L'intento è chiaramente polemico nei confronti del presentatore, dimenticatosi di ospitare il giovane monzese.

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Non risparmia nessuno l'outsider del confronto di Sky, da Moretti, dirigente di Trenitalia, ai grillini che viaggiano sulla TAV per raggiungere il parlamento. "In Val di Susa io ci vado, sono andato a Taranto, a Piombino, a Genova e tornerò in questi posti da segretario. Cosa farò il primo giorno da segretario? Vado da Prodi e gli porto una tessera del PD. Coinvolgeremo Barca, telefonerò a Stefano Rodotà. Devo parlare con i gruppi di SEL, perché all'Estragon voglio tutta la sinistra che deve governare. E chiederò a Giuliano Amato, che è un tecnico, se delle sue tre pensioni può rinunciare a due".

Conclude lo sketch rivolgendosi a Fazio: "Ci siamo rimasti male che non ci ha invitati, è una piccola ingiustizia ma quando si è uomini di sinistra si deve correre alla pari". Promette di cambiare tutto il gruppo dirigente, ma senza parlare di rottamazione, e riferendosi al competitor Matteo Renzi: "Ho visto le liste, prima li voleva rottamare, adesso li ha candidati.

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Il nostro gruppo dirigente sarete voi e le persone che hanno parlato questa sera". 

Dopo aver lasciato la parola ad Elly Schlein, fondatrice di OccupyPD, l'intervento conclusivo è del candidato stesso: "Il 19 aprile abbiamo preso una strada sbagliata, l'8 dicembre possiamo ricostruire quella sinistra che non c'è più stata". Parla delle tessere gonfiate, dei matrimoni gay e del suo tour elettorale: "Chiuderemo la campagna elettorale a Cagliari per l'ultimo discorso, e ad Olbia silenziosi, perché bisogna avere l'umiltà e il rispetto per i disastri che la nostra incuria ha provocato nel nostro paese".



Continua rivolgendosi al VaffaDay di Grillo, che si tiene simultaneamente a Genova: "Loro dicono "non siamo nè di destra nè di sinistra", ma questa è la frase più di destra che si sia mai pronunciata". Parafrasando una canzone di Ligabue torna a criticare la classe dirigente del Partito Democratico: "fino all'8 dicembre la nostra canzone è stata "è una vita che mediamo", mediamo per qualsiasi cosa, cerchiamo i compromessi.

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Adesso dobbiamo rivolgerci alle persone. Non ci siamo rivolti alle donne, come avremmo potuto e dovuto; ai ragazzi più giovani, che non ci hanno votato più. La maggioranza assoluta ha votato Movimento 5 Stelle [...] La vicenda sull'IMU è la più dolorosa, avevamo promesso di non abbassare le tasse sul patrimonio prima di favorire chi produce. Diventiamo il partito della produzione, recuperiamo risorse per dare un sostegno al reddito. I precari non hanno diritti e non hanno neanche uno stipendio". Conclude: "Mi vedrete ancora all'Estragon, non mi vedrete al meeting di Rimini".

Sul palco erano intervenuti Sandra Zampa, Davide Mattiello, Marco Boschini, Filippo Taddei, Andrea Pertici, Corradino Mineo. Chiude la serata il gruppo rock Marta sui Tubi. #Elezioni politiche