L'indice della ong Transparency International segnala come ogni anno il grado di corruzione del settore pubblico e politico di 177 paesi del mondo. L'Italia come al solito si trova posizionata nelle ultime posizioni e più precisamente in Europa si trova al terzultimo posto, seguita solamente da Bulgaria e Grecia e allo stesso livello della Romania. Al vertice della classifica europea si trovano i paesi nordici e più precisamente Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia.

Per quanto riguarda la posizione nella graduatoria mondiale, il nostro paese si trova addirittura al 69° posto, con un punteggio di 43/100. Davanti a noi si trovano stati che, almeno sulla carta, sembrerebbero essere più corrotti e problematici come Uruguay, Costarica e Botswana.

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Ai vertici di questa classifica mondiale si trovano gli stessi paesi nordici sopra menzionati nella graduatoria europea assieme alla Nuova Zelanda. Agli ultimi posti invece ci sono Corea del Nord, Afghanistan e Somalia, tutte con lo stesso punteggio di 8/100.

La posizione dell'Italia è comunque migliorata rispetto all'anno precedente quando si posizionò al 72° posto. Per questo Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency International Italia, non disdegna i progressi fatti per migliorare la trasparenza del settore pubblico come ad esempio il decreto 150 e la legge anticorruzione 190. Sembra quindi che la nostra politica abbia intrapreso la strada giusta da seguire anche se c'è ancora molto da fare per competere con gli altri paesi dell'Unione Europea.