Oltre alla maledizione di Villalba c'è anche un'altra maledizione che sembra colpire gli appartenenti al partito #Forza Italia, come dimostrano i recenti casi di Silvio Berlusconi e Daniela Santanchè. Protagonista anche stavolta il tribunale di Milano, che ha condannato la parlamentare del neonato (o resuscitato se preferite) partito di Berlusconi ad un ammenda di millecento euro per una manifestazione anti burqa

La motivazione? I giudici hanno sentenziato che la manifestazione non fosse stata autorizzata. Per questo motivo dunque la pena originaria per la Santanchè corrispondeva a quattro giorni di carcere e cento euro di ammenda.

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Il giudice Luisa Balzarotti ha però concesso alla deputata di Cuneo le attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena. 

L'altro protagonista della vicenda giudiziaria, l'egiziano Ahmed El Badry che ha aggredito l'onorevole durante la manifestazione in questione, è stato condannato a versare 2mila e 650 euro di spese processuali.

L'episodio risale a quattro anni fa, quando la Santanchè decise di manifestare contro l'utilizzo del burqa davanti alla Fabbrica del Vapore di Milano. La parlamentare aveva chiesto il rispetto della legge dello Stato italiano, la quale impedisce a chiunque di camminare per strada con il viso coperto.

Dopo poco la manifestazione anti burqa era degenerata. El Badry mandò ko l'allora deputata del Pdl, costretta ad andare in ospedale dove le diedero una prognosi di 20 giorni.

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D'altro canto gli islamici dichiararono che fu la stessa Santanchè ad aggredire per prima.

La parlamentare di Forza Italia ha commentato la condanna di oggi definendola vergognosa, annunciando altresì il ricorso in appello.