Dopo la prima approvazione della Camera (ma non sufficiente all'abolizione definitiva delle province) che riguarda il DDL Province Delrio, viene bloccato il voto alle provinciali eventuali del 2014 per 52 province dopo le 20 già commissariate. Quali sono le 72? E cosa cambierà davvero con lo sviluppo delle aree metropolitane?

Elenco province nelle quali non si voterà più

Rircordiamo innanzitutto quali sono state già precedentemente commissariate fra il 2012-2013: Ancona, Asti, Belluno, Biella, Brindisi, Como, Genova, La Spezia, Roma, Vibo Valentia, Vicenza, Avellino, Benevento, Catanzaro, Foggia, Frosinone, Massa Carrara, Rieti, Taranto, Varese, per un totale di 20 province.

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Ecco le altre 50: Alessandria, Barletta Andria Trani, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Brescia, Bergamo, Bologna, Chieti, Cosenza, Cremona, Cuneo, Crotone, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Grosseto, Isernia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Matera, Milano, Modena, Monza e della Brianza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Salerno, Savona, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Torino, Venezia, Verbano Cusio Ossola, Verona.

Ecco invece le 9 città metropolitane: Torino, Milano, Napoli, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Roma, per quest'ultima le regole e poteri potrebbero essere diversi. Reggio Calabria manca all'appello, il perchè non partirà come area metropolitana che avrebbe potuto anche accorpare Messina per gestire meglio i rapporti con gli altri Paesi del mediterraneo, è tutto da capire, discriminazione del Mezzogiorno?

Il trucco del DDL province? Semmai passerà per l'approvazione del Senato e successivamente otterrà il 2/3 dei voti la seconda volta che dovrà passare al vaglio delle due Camere in quanto richiesto da una qualsiasi riforma costituzionale, resta il fatto che le province diventeranno assemblee dei sindaci che lavoreranno senza compenso, ma i dipendenti provinciali rimarranno in carica.

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E' vero che non ci saranno più assessori e presidenti delle province, ma la conseguente e prevista Unione dei Comuni potrebbe creare ulteriore caos e disagio per i cittadini. Inoltre verrà meno loro il diritto al voto che è il cardine di qualsiasi democrazia e a quale pro?

Forza Italia, M5S, Sel e Lega, dichiarano che il DDL province è solo una legge truffa, che esse usciranno dalla porta per rientrare sottoforma di altro nome dalla finestra, e che l'unica cosa che costituirà risparmio per lo Stato sarà la spesa per le elezioni provinciali, ma che intatti dovrebbero rimanere gli altri 8 miliardi circa di costo.

Sovranità dunque a Comuni e Regioni? Probabilmente sì, con l'aggiunta di queste città metropolitane tutte da verificare. Ma dimentichiamo che se lo spreco delle province è noto visto la funzione che svolgono, quello delle Regioni è vera e propria ruberia, lo dice la Guardia di Finanza e lo dicono i dati che portano il costo di quest'ultime aumentato (in cose inutili al popolo), del 74,9% in un anno.

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Si ribella l'Unione delle Province (UPI), e diversamente non poteva essere d'altronde. Quale sia la verità fra pro e contro è ancora da capire, se l'abolizione delle province riuscirà a passare il vaglio del doppio passaggio di approvazione per Camera e Senato (2 volte), è da verificare. In Italia fare riforme costituzionali appare ancora complicatissimo e utopistico. Ma la domanda resta sempre la stessa...Ci saranno benefici reali?

#Costituzione italiana