Il decreto sulla Terra dei fuochi ha ricevuto nella mattinata di ieri il via libera da parte del Consiglio dei ministri. L'emergenza è tale che ha accelerato l'iter per arrivare ad un testo di legge quanto prima. Il decreto porta all'adozione di diverse misure al fine di evitare nuovi casi come quelli registrati nelle ultime settimane nella vasta area situata tra le province di Napoli e Caserta, chiamata terra dei fuochi perché caratterizzata da continui roghi di rifiuti. La domanda è per quale motivo si siano dovuti aspettare dieci anni, perché tanti sono passati da quando nel lontano 2003 Legambiente denunciò la situazione nel suo Rapporto Ecomafie.

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Un quesito al quale con tutta probabilità non verrà mai data una risposta convincente. Dopo decine, centinaia, e nel prossimo futuro si dovrà parlare anche in termini di migliaia, di morti, il #Governo Letta ha deciso di porre un freno attraverso il cosiddetto "decreto Terra dei fuochi". Tra le misure previste vi sono il monitoraggio e la classificazione dei terreni, l'accertamento del livello d'inquinamento dei terreni e un'ampia riforma dei reati ambientali. 

A questo proposito vale la pena sottolineare l'introduzione del reato di combustione illecita di rifiuti. Questo significa che chiunque venga sorpreso a bruciare i rifiuti verrà punito con il carcere. La pena minima prevede una detenzione dai due ai quattro anni, mentre per i doli più gravi la detenzione prevista è di sei anni.

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Sarà sufficiente il reato di combustione per porre un freno alla vergognosa situazione che da anni colpisce gli abitanti della Terra dei fuochi?  #Tutela ambientale