Alla vigilia della Primarie del Pd si continua a parlare di Giuseppe Civati, che si sta rivelando un avversario pericoloso per gli altri candidati, ovvero Gianni Cuperlo e soprattutto il favorito Matteo Renzi. A quest'ultimo poi sta rubando anche la scena mediatica, da sempre "territorio" caro al sindaco di Firenze.

Ieri Civati è stato ospite di "Matrix" dove ha risposto alle domande di Luca Telese, parlando di sé e della sua linea politica.

Il mito di Berlinguer

"Il primo episodio politico che ricordo è la morte di Enrico Berlinguer. Fui molto colpito da quella vicenda. E poi ricordo le elezioni in cui il Pci vinse per la prima volta e si affermò a livello nazionale" ha raccontato Civati, che ha sempre visto in Enrico Berlinguer un modello, trovandosi però molto distante da quel periodo storico, a cui invece sono rimasti legati alcuni politici italiani.

Pubblicità
Pubblicità

In trasmissione si fanno tre nomi a tal proposito: Angelino Alfano, Enrico Letta e Matteo Renzi. "Per certi versi credo di essere un pò lontano da loro tre. Io non provo un grande affetto per quegli anni. Ho vissuto piuttosto gli anni '90, che sono stati anni di reflusso rispetto agli anni '80. Il problema è cosa quella tradizione, quelle cose che abbiamo vissuto allora, possano portare oggi. Avere rimpianto per quegli anni mi sembra un po' forte" ha dichiarato sempre Civati.

#Pd

Le frecciate di Civati

Giuseppe Civati è un tipo che non le manda a dire. Non si fa problemi, per esempio, a dichiarare: "L'intesa Alfano-Letta vorrei che si sciogliesse e che si tornasse a fare la destra e la sinistra". E ieri, sempre intervistato da Telese sugli anni'80 (tema della puntata), ha ammesso che "Happy Days" ha segnato il suo immaginario da bambino, ma "Senza nessuna nostalgia per il chiodo di Fonzie, che qualcun altro, invece, ama tantissimo". Che questo "qualcun altro" sia Renzi, che (lo ricordiamo) aveva giusto indossato il celebre chiodo per andare ospite ad "Amici" di Maria De Filippi?