Chiunque ritenesse che la parabola politica di #Silvio Berlusconi avesse avuto fine il 27 novembre 2013, data della sua decadenza da Senatore, ha dovuto ricredersi: i consensi alla rinata Forza Italia continuano a segnare un vero e proprio boom, e stando agli ultimi sondaggi la decadenza ha giovato all’ex premier, attivando una sorta di aggregazione di massa attorno al suo partito. Perfino la scissione del #PdL, in merito alla quale Berlusconi si è pubblicamente detto contrario, ha fatto bene al centrodestra che ha guadagnato 3 punti percentuali sul centrosinistra. Del resto quella di Berlusconi è la storia di un uomo caduto mille volte ed altrettante risorto.

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Sondaggi politici elettorali: decadenza Berlusconi catalizza consensi per Forza Italia

Stando al sondaggio realizzato dall’Istituto Ixè per Agorà (Rai 3), in seguito alla decadenza di Silvio Berlusconi Forza Italia ha guadagnato 3,3 punti, con la fiducia nell'ex premier addirittura incrementatasi di 6 punti percentuali. Fattore aggregativo od impennata emotiva che sia (i #Sondaggi politici di Swg, Tecnè ed Euromedia certificano inoltre gli effetti positivi provocati dalla scissione del PDL), il movimento guidato da Berlusconi è salito dal 17,3 al 20,6%, con l’espulsione del Parlamento ad essersi incredibilmente costituita quale fattore propulsivo. Un leader che metta d'accordo tutti e che si segua sempre e comunque, anche nei momenti critici, è infondo ciò che da anni manca al centrosinistra, con i concetti di leadership e guida ad essere stati quasi completamente riscritti dall’ex premier.



Nonostante le vicende giudiziarie e la decadenza, Berlusconi non ha mai veramente subito un calo di consensi, con milioni di italiani ad essersi probabilmente riconosciuti nella sua eterna fuga dalle regole e nella sua tenacia mista ad una giusta dose di sfrontatezza.

Epoca Berlusconi, dalla discesa in campo alla decadenza: vent’anni di vita politica tra cadute e resurrezioni

Quella di Silvio Berlusconi può essere considerata la storia di un fuggiasco di successo; vent’anni di politica, dalla discesa in campo all’uscita di scena dopo una strenua lotta condotta contro una condanna definitiva e una legge - la “Severino” - prima approvata e poi rinnegata dai suoi parlamentari. Dopo aver fondato Forza Italia nel 1994 - mossa che gli ha consentito di colmare il vuoto politico lasciato da Dc e Psi spazzati via da Mani pulite - la sconfitta del 1996 contro l’Ulivo sembrò caratterizzarne il primo flop. E invece no, perché nel 2001 Forza Italia prende 11 milioni di voti e il 30% nel proporzionale, aprendo così la strada al vero berlusconismo. Quella del 2001 è la prima resurrezione, quella del 2008 è la seconda: si, perché nonostante sia uscito a pezzi dall’ultima esperienza vince ancora le elezioni e diventa premier. Nel 2013 la terza risalita, con il governo delle larghe intese che vede coinvolti anche Berlusconi (seppur a tratti) e la sua coalizione.



Nel frattempo alle spalle si sono addensati processi, condanne, leggi ad personam e scandali privati, ma nulla ha impedito al leader di Forza Italia di tornare in sella. Il resto è storia di questi giorni, con la scissione del PDL, la riesumazione di Forza Italia e la decadenza. Il 23 novembre 1993 Berlusconi rilasciò la prima dichiarazione politica in sostegno del missino Gianfranco Fini, il 27 novembre 2013 ha subito il decreto di espulsione dal Parlamento che ne ha sancito la decadenza da Senatore: il tempo è passato ma gli stessi incerti scenari hanno portato ad un nuova resurrezione, la quarta, con consensi e approvazioni mai così forti.