Si è sempre detto che morto un Papa se ne fa un altro. Così capita in politica: decaduto #Mario Monti, ecco il nuovo Presidente del Consiglio #Enrico Letta che l'ha sostituito, tanto da sembrare un "copia-incolla" nel modo di governare l'italia. Sembra che anche Letta sia uscito dalla Bocconi e Monti sia stato il suo professore.

Ho fatto questo accostamento in quanto dalla Legge di Stabilità, o Finanziaria, appena sfornata, si può notare come sia striminzita e priva di aiuti concreti per i lavoratori e le piccole industrie, tanto che il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha dato una sonora bacchettata, affermando che questa Legge non porterà benefici prefissati dal #Governo ma ci voleva più coraggio per fare di più.

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Ma Squinzi è andato oltre, dicendo che l'Italia si è venuta a trovare come dopo una guerra. La risposta di Letta è stata sibillina: " ho la responsabilità di tenere  in equilibrio la barca dell'Italia: Voglio che ci siano strumenti per la crescita senza sfasciare i conti pubblici ".

Ma il Premier si è dimenticato di dire che, se è pur vero che non ha applicato tasse, ci penseranno i vari Comuni in guerra con lo Stato per i tagli a rimpinguare le loro casse vuote aumentando le aliquote delle loro imposte come la Tares  che alcuni hanno definita il flagello di Dio. In pratica, Letta non ha fatto altro che copiare Monti, tenendo d'occhio quel 3% come se aldilà ci fosse la scossa a 380 Wolt, trascurando i bisogni della gente che è sempre più povera.

Volendo fare un confronto con quanto ha dato lo Stato con questa Legge di Stabilità, si può notare che i 14 euro che gli operai si troveranno in più nella busta paga a fine mese non saranno sufficienti a coprire gli aumenti già stabiliti.

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Tanto per fare alcuni esempi: a gennaio scatterà la nuova imposta chiamata Iuc, l'imposta unica comunale sugli immobili che sarà più salata dell'Imu e si pagherà di più. Questa nuova imposta comprende la Tasi che potrà salire fino al 3,5 per mille dal 2,5 di partenza  e, rispetto all'Imu,  le detrazioni saranno più basse e sulla seconda casa, l'aliquota massima, Tasi+Imu potrà salire fino al 10,6 per mille. Sulla tassa di Registro saltano le esenzioni e la misura fissa di euro 168 sale fino a 200.

Dal primo gennaio scatterà l'aumento dell'Iva dal 4 al 10% sui prodotti dei distributori automatici il chevuol dire che caffè e bibite subiranno un aumento del 6%. Aumenterà pure il bollo sui titoli bancari fino al 2 per mille, vale a dire che su un capitale di 100.000 euro l'imposta di bollo passa da 150 a 200 euro. Per birra e liquori salirà l'accisa: dal primo marzo 2014 e il primo gennaio 2015, nel complesso, si dice, che il rincaro potrà superare il 30%. E, dulcis in fundo, sempre dal primo gennaio la maxi imposta sulle sigarette elettroniche, accessori, ricariche, batterie ecc, per cui vi sarà un aumento del 58,5%, per cui lo Stato prevede un incasso di circa 117 milioni di euro.

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In sostanza, una famiglia nel 2014 a conti fatti dagli esperti, avrà un rincaro di 1.400 euro. E mentre  gli italiani pagano la Comunità e la Merkel se la ridono perché non è stato sforato il 3%, ossessione quasi maniacale dei nostri governanti poco coraggiosi.