Responsabilità e soluzioni: questo era stato il sunto del messaggio inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano impegnato nelle scorse settimane ad esortare un intervento del Parlamento sui provvedimenti di amnistia indulto. La fine del 2013 è vicina la questione sarà argomento di cui ci si occuperà a partire dall'inizio del 2014: il tema continua a tenere banco.

Il ministro Cancellieri aveva aperto alla possibilità, anche se i numeri pubblicati dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria non lasciavano molto spazio all'ottimismo. La sensazione all'interno dell'ala dominante del #Governo è che in ogni caso un provvedimento di questo tipo non risolva il problema, anzi finisca per ingigantirlo: se è vero com'è vero che l'indulto aveva generato un aumento dei carcerati negli ultimi anni, non è chiaro come si possa far sì che la ripetizione dell'intervento possa andare ad eliminare quel sovraffollamento che serve combattere.

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In uno scenario politico in cui la discussione su amnistia e indulto continua a tenere banco, risuonano fortissime le parole di papa Francesco che nella giornata di ieri ha voluto rivolgere un pensiero alle condizioni inumane in cui vivono i carcerati: 'Nel contesto ampio della socialità umana: viene anche da pensare alle condizioni inumane di tante carceri, dove il detenuto è spesso ridotto in uno stato sub-umano e viene violato nella sua dignità di uomo, soffocato anche in ogni volonta' ed espressione di riscatto'.

Il Papa ha voluto anche sottolineare il ruolo della Chiesa in quest'ambito, ovvero riuscire a trasmettere messaggi di fiducia a tutti i detenuti, anche coloro che si sono macchiati di crimini efferati: Dio, ha scritto Bergoglio nel Messaggio per la Giornata della Pace, non vuole la morte del peccatore, ma la sua conversione.

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Un messaggio di pace, com'era lecito aspettarsi dal Papa, un messaggio che però alimenta il dibattito soprattutto dopo le parole di Napolitano prima e Cancellieri dopo: quella relativa all'indulto e all'amnistia rimane una delle questioni più calde per l'attuale esecutivo, in un dilemma le cui parti in causa sembrano tutt'altro che vicine ad una soluzione immediata.