Sovraffollamento nelle carceri, amnistia e indulto. Ne ha parlato oggi il presidente del consiglio dei ministri, #Enrico Letta, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno trasmessa anche sul canale youtube di Palazzo Chigi.

Letta ha sottolineato che l'indulto e l'amnistia sono provvedimenti di clemenza generale di "competenza esclusiva delle Camere".

Ma il premier ha rivendicato l'impegno del #Governo per tentare di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario in Italia: "Con il decreto dell'altro giorno – ha detto riferendosi al cosiddetto decreto svuota carceri che prevede più sconti di pena e misure alternative - il governo ha fatto un primo passo importante, questo senza alcun pregiudizio per la sicurezza dei cittadini".

Letta ha ricordato che ci sono diverse possibilità alternativa al carcere per chi è sottoposto a custodia cautelare, come per esempio agli arresti domiciliari, sotto controllo con il braccialetto elettronico e altre misure alternative. "Un terzo dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio, è una situazione abnorme", ha aggiunto il premier Letta spiegando che il governo sta preparando per gennaio un provvedimento sulla giustizia per sollecitare al parlamento al riforma della custodia cautelare e per rendere la vita dei detenuti "meno drammatica di come purtroppo avviene oggi".

Intanto oggi su indulto e amnistia torna a intervenire il Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria) commentando la lettera del presidente della Repubblica, #Giorgio Napolitano, inviata al segretario dei Radicali italiani, Rita Bernardini, per esprimere apprezzamento per l'organizzazione della "marcia di Natale" a sostegno dell'amnistia.

Secondo il Sappe, "scettico sulle possibilità che il Parlamento possa votare un provvedimento di clemenza come l'amnistia e l'indulto", la situazione nelle carceri resta allarmante anche se la polizia penitenziaria garantisce ordine e sicurezza seppur in "condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose". Il sindacato di polizia penitenziaria sostiene che "amnistia e indulto da soli non bastano" ma che invece "serve una riforma strutturale dell'esecuzione della pena".

"Il Parlamento su questo scandalo delle sovraffollate carceri italiane nelle quali il 40% dei detenuti è in attesa di un giudizio definitivo – sostiene il Sappe - ignora persino l'autorevole messaggio del Capo dello Stato".