E’stato - come sempre - uno show in piena regola quello ammirato in Piazza della Vittoria a Genova in occasione del terzo V-Day: a dominare la scena la furia di #Beppe Grillo, rinvigorito dal recente pronunciamento della Corte dei Conti (che ha sollevato il dubbio di legittimità costituzionale sulle leggi che regolano il finanziamento pubblico ai partiti) ed infuriato contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il quale il #M5S chiederà addirittura l'impeachment.

M5S, Beppe Grillo al terzo V-Day parla di Giorgio Napolitano e del finanziamento pubblico ai partiti

Il discorso-arringa di Beppe Grillo non poteva non partire dalle dichiarazioni del Presidente della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, secondo cui tutte le leggi, a partire dal 1997, che hanno reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti sarebbero incostituzionali: “I politici sono tutti vigliacchi, adesso devono rendere 2,7 miliardi di finanziamenti pubblici presi. Curioso che la Corte ci abbia messo vent’anni a scoprire che sono incostituzionali come dicevamo noi. E' una truffa fatta cambiando le parole, da finanziamento pubblico a rimborso. Ora devono rendere quei miliardi alle famiglie e alle imprese”. Duro anche l’attacco sferrato contro #Giorgio Napolitano - “E' pronto l'impeachment per Napolitano. Rimarrai da solo, la tradirai da solo l'Italia, dobbiamo rifare il Paese” - accusato di aver tradito il paese che rappresenta.

Beppe Grillo su candidatura M5S alle Elezioni Europee e Governo Letta

Beppe Grillo ha poi annunciato festante alla piazza che il M5S si candiderà alle prossime Elezioni Politiche Europee presentando un programma in sette punti: “Vogliamo diventare il primo movimento in Europa”. Non poteva mancare poi un attacco ad Enrico Letta, ironicamente definito Capitan Findus-Letta: “Sta portando la nave contro gli scogli e intanto ha fatto un tweet dicendo che ha risolto il problema dei rimborsi - ha dichiarato Grillo - Voglio vedere ora se Equitalia gli va a chiedere quei soldi”.



Non finisce insomma di stupire la parabola del M5S, un movimento nato sul web e capeggiato da un ex-comico ormai seconda forza del paese dietro al PD (Forza Italia sta comunque rimontando); a sorprendere in particolare è la decisione con la quale Beppe Grillo comanda le sue truppe, e chi sbaglia, come testimoniato dalla vicenda Venturino, paga.