"Basta inciuci", così ha esordito Matteo Renzi, il nuovo segretario in pectore del Partito Democratico che nel solenne discorso ha citato perfino il povero Mandela per dare speranza ad una popolazione che oramai "non sente più" e che vuole vedere solamente i fatti. Persone che però hanno deciso di dare fiducia a questo giovane diventato Sindaco della fantastica città di Firenze (dal 2009) e che prima ancora, divenne Presidente della Provincia di Firenze (dal 2004).

Pur essendo molto giovane, di gavetta sembra infatti che ne abbia già fatta molta: senza andare troppo lontano, secondo quanto pubblicato sulla nota biblioteca digitale, Matteo Renzi ha iniziato la sua carriera politica ancora quando stava completando gli studi delle scuole superiori, per poi prendere parte alla nascita in Toscana dei Comitati Prodi confermando il suo entusiasmo iscrivendosi al Partito Popolare Italiano, di cui diventa, nel 1999, segretario provinciale.

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Nel 2001 diventa coordinatore de La Margherita fiorentina di cui, nel 2003, ne diventa anche segretario provinciale.

Fortuna, impegno o inciuci? Di certo, proviene da una buona famiglia, con il padre che era già consigliere comunale di Rignano sull'Arno tra il 1985 e il 1990 per la Democrazia Cristiana.

Il Sindaco ha lavorato per molti anni nell'azienda di famiglia, di cui ne è diventato dirigente il 27 ottobre 2003 solo otto mesi prima dell'aspettativa per l'elezione in Provincia e undici giorni prima che l'Ulivo lo candidasse.

In questo modo, da molti anni, i contributi per la sua pensione "da dirigente" li pagano gli italiani, portando sempre più il Bel Paese nel baratro. Per non parlare delle indagini svolte dai magistrati fiorentini sulle spese della Provincia, allora presieduta dall'attuale Segretario del PD.

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