Ammonta a poco più di 600mila euro la cifra che, secondo la Procura di Roma, il senatore di #Forza Italia, Maurizio Gasparri, avrebbe prelevato dai fondi del gruppo #PdL al Senato per l'acquisto di una polizza sulla vita intestata a se stesso, con beneficiari gli eredi legittimi.

Secondo quanto si legge nel capo di imputazione riportato dall'agenzia ANSA, la polizza sarebbe stata liquidata il 1° febbraio scorso con 610.697,28 euro; somma successivamente restituita da Gasparri – con due bonifici da 200mila euro ciascuno – a seguito delle richieste avanzate dalla Direzione amministrativa del gruppo del Popolo della Libertà.

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"Non mi sono appropriato di nulla", ha dichiarato Maurizio Gasparri – raggiunto stamattina dalla notifica con l'avviso di chiusura dell'indagine firmato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dagli aggiunti Rossi e Caporale e dai pm titolari Orano e Pioletti – sottolineando che l'operazione, proposta dalla stessa banca che ha da sempre gli uffici a Palazzo Madama, si è svolta con "trasparenza" e "nell'interesse del gruppo".

L'inchiesta principale che ha portato alla notifica ricevuta dal senatore Gasparri – scrive l'ANSA – riguardava in modo più ampio la gestione amministrativa del gruppo PdL al Senato nell'ultimo biennio relativo alla passata legislatura. Indagine che vedeva coinvolto – in qualità di vicepresidente del gruppo – anche l'attuale ministro Gaetano Quagliariello e per la quale la Procura romana ha chiesto l'archiviazione, in quanto "non deve essere esercitata l'azione penale" per i fatti presi in esame.

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Maurizio Gasparri – che rischia invece di essere processato con l'accusa di peculato, a prescindere dalla restituzione della somma contestata – afferma di avere la "coscienza tranquilla" e di aver "operato, come sempre, con correttezza e linearità".