"Non si dimentichi, nel fuoco di troppe polemiche, che l'Europa ha significato un sempre più ampio riconoscimento di valori e di diritti che determinano la qualità civile delle nostre società. Come i diritti umani, i diritti fondamentali, compresi quelli che purtroppo sono negati oggi in Italia a migliaia di detenuti nelle carceri sovraffollate e degradate".

Lo ha detto nel suo discorso di fine anno agli italiani il presidente della Repubblica #Giorgio Napolitano ricordando in diretta tv su Rai1 gli impegni davanti alla comunità internazionale. Non poteva trascurare, tra questi, la condanna dell'Italia da parte dell'Europa per condizioni degradanti nelle carceri, a maggior ragione dopo il messaggio alle Camere con cui ha chiesto indulto e amnistia.

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"Spero – ha detto Napolitano di poter vedere nel 2014 decisamente avviato un nuovo percorso di crescita, di lavoro e di giustizia per l'Italia e iniziata un'incisiva riforma delle istituzioni repubblicane".

"L'anno che sta terminando è stato tra i più pesanti e inquieti che l'Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica". Per il Capo dello Stato, quello trascorso, è stato un anno "tra i più inquieti sul piano politico e istituzionale". Il 2014 deve essere "diverso e migliore per il Paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi". Secondo Napolitano, che vede con ottimismo la situazione europea, in Italia "si potrà uscire dalla crisi se si porterà fino in fondo un'azione comune per il rilancio della crescita economica".

"I sacrifici – ha aggiunto il presidente della Repubblica rispondendo a una delle lettere ricevute dai cittadini letta in diretta tv - vanno fatti insieme ed è giusto che oltre ai cittadini li facciano anche i politici".

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Tra le lettere mostrate da Napolitano quella di un lavoratore licenziato che gli ha scritto dalle Marche e che gli ha raccontato delle difficoltà a ritrovare un lavoro; e di una donna della provincia di Como, che ha raccontato il caso del suo fidanzato 44enne "giovane per la pensione ma già vecchio per lavorare". Un altro cittadino ha denunciato in una lettera a Napolitano le difficoltà degli esodati.

"Buon anno alle vostre famiglie, dagli anziani ai bambini, buon anno – ha concluso Napolitano - chi serve la patria e la pace lontano dall'Italia, buon anno a tutti quanti risiedono operosamente nel nostro paese. Guardiamo con serenità e con coraggio al nuovo anno", ha concluso il presidente della Repubblica. #Governo