Diversi politici in visita alle carceri italiane per le festività natalizie. Non poteva certo passare inosservata la visita di Pier Ferdinando Casini, leader Udc e presidente della commissione Affari esteri del Senato della Repubblica, al carcere di Rebibbia dove ancora una volta ha incontrato l'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, che sta scontando una condanna a sette anni di carcere per favoreggiamento alla mafia.

"Il sovraffollamento nelle carceri italiane rende abnormi le condizioni di detenzione per uno Stato di diritto", ha detto Casini rispondendo ai giornalisti.

A chi gli ha chiesto dell'incontro con l'amico detenuto al quale qualche giorno fa è stato negato l'affidamento in prova ai servizi sociali, il presidente della commissione Affari esteri del Senato ha spiegato, riporta l'Ansa, che "Cuffaro ha espresso amarezza per la mancata concessione di affidamento ai servizi sociali, ma vive la sua reclusione con una dignità e un rispetto per le Istituzioni e per lo Stato eccezionali".

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E da Agrigento, la sua terra, arriva oggi una lettera aperta di solidarietà a Cuffaro scritta dall'ambientalista agrigentino Giuseppe Arnone: "Caro Totò, per Natale ti invio alcune mie considerazioni pubbliche con cui intendo prendere le distanze da uomini dello Stato che non rappresentano i miei valori che stanno alla base del mio impegno per la legalità e contro la mafia in Sicilia. La tua vicenda – ha aggiunto Arnone - va messa insieme a quella che riguarda Bernardo Provenzano ed il suo ingiustificabile ed intollerabile, nella sua situazione sanitaria attuale ed irreversibile, stato di detenzione". Secondo Arnone "la mafia si batte con lo stato di diritto, con il rispetto delle regole. A coloro che hanno ucciso il piccolo Di Matteo calpestando ogni sentimento di umanità, si risponde applicando le regole garantiste e cariche di umanità previste dalla Costituzione italiana".

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Intanto, a proposito di sovraffollamento carcerario per il quale l'Italia è stata già sanzionata dalla Corte di Strasburgo, il deputato di Sel Gianni Melilla, dopo una visita natalizia al carcere di Pescara, ha sottolineato "la necessità di una delocalizzazione dell'istituto penitenziario" proponendo di "costruire un nuovo carcere in grado di ospitare in modo adeguato 350 detenuti e far lavorare in condizioni dignitose i 150 agenti di polizia penitenziaria". #Governo #Unione Europea