Premio di maggioranza, liste bloccate: il tanto odiato Porcellum è diventato incostituzionale. La Consulta si è espressa oggi sulla legimittimità della legge elettorale fino ad oggi attiva, decretando che la stessa non possa considerarsi in linea con la costituzione.

Proprio i punti riguardanti il premio di maggioranza e il blocco delle liste dei candidati sono stati dichiarati incostituzionali. Una decisione per le quali ancora non sono state rese note le motivazioni, che verranno diffuse nei prossimi giorni.

Dopo anni di adattamento da parte delle forze politiche al Porcellum e l'incapacità di creare una nuova legge elettorale, oggi i partiti si esprimono tutti a favore della decisione della Consulta.

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C'è chi parla di "apertura del vaso di pandora" (Lega), d "raggio di sole nel gelo della democrazia", e chi parla di impegno continuo in questi anni per modificare il Porcellum, come Casini e Bersani. Dichiarazioni che, in realtà, si scontrano con l'immobilità delle ultime legislature che hanno atteso l'intervento della Consulta per far crollare una legge che era già, palesemente, incostituzionale.

Ecco nel dettaglio cosa ha dichiarato la Corte Costituzionale per dichiarare l'incostituzionalità del Porcellum. "La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme [...] che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.

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La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza". #Elezioni politiche