Eppur si muove. La riforma elettorale tanto invocata dai politici, sia di destra che di sinistra ma anche dallo stesso Grillo, adesso non è più un desiderio ma una necessità. La giornata politica di ieri è stata scossa dalla decisione della Consulta chiamata ad esprimersi sulla legittimità del Porcellum, definito incostituzionale. La notizia nel giro di pochi minuti è divenuta la più importante del giorno, scatenando un'infinità di interventi e polemiche.

Non si è fatta attendere la risposta del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il quale ha sottolineato per l'ennesima volta come la Corte costituzionale sia un organismo politico della sinistra.

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In realtà le conseguenze di ieri potrebbero pesare in maniera determinante sul #Governo Letta, visto che una sentenza di questo tipo di fatto delegittima il Parlamento stesso e tutte le istituzioni, compreso per giunta il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ma perché il Porcellum è incostituzionale? La Consulta ha dato ragione ai cittadini in riferimento al ricorso sulla legittimità della legge elettorale con cui, ricordiamo, sono stati eletti gli ultimi tre Parlamenti, dal 2006 ad oggi. Ad essere incostituzionali sono il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze dovuta alle liste bloccate.

Tra le conseguenze, oltre al fatto che il Parlamento stesso sia delegittimato così come il presidente della Repubblica perché eletto da un Parlamento illegittimo (d'accordo su questo punto sia Forza Italia che il Movimento 5 Stelle), sottolineiamo anche che da qui in avanti i cittadini italiani non andranno mai più al voto con la legge elettorale ideata dal leghista Roberto Calderoli.

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In merito alla sentenza rivoluzionaria di ieri ha parlato anche il costituzionalista Valerio Onida, il quale ha affermato che ad essere morti sono il premio di maggioranza e le liste bloccate, ma non il Porcellum. Onida, che è uno dei saggi di Napolitano, ha anche spiegato che non c'è un ritorno automatico alla legge elettorale precedente, il Mattarellum, come invece ha invocato a gran voce ieri Grillo, che ha chiesto anche il ritorno al voto. 

Proprio il ritorno al voto è un'altra delle conseguenze possibili all'indomani della decisione della Corte costituzionale. Se il Parlamento è illegittimo allora non ha ragione di esistere un altro giorno di più. Per cambiare il Parlamento però è necessario tornare alle urne. Quando? Forse la prossima estate, quando saranno ormai i maturi i tempi per l'approvazione di un'altra legge elettorale.