Amnistia e indulto 2014, torna in campo Marco Pannella con uno sciopero della sete e della fame. Ad annunciarlo è il leader storico dei Radicali italiani che nei giorni scorsi aveva anche criticato il ministro della Difesa, la radicale Emma Bonino, per non aver fatto sentire nel Governo Letta la sua voce a favore dei provvedimenti di clemenza diversamente di ministri Cancellieri e Mauro. A spingere Pannella alla nuova clamorosa iniziativa a due giorni dall'esame congiunto in commissione Giustizia al #Senato dei ddl su indulto e amnistia è stata la posizione espressa dalla deputata renziana Alessia Morani, responsabile Giustizia del Pd di Renzi che ieri sera a SkyTg24 ha detto: "No ad indulto e amnistia, pensiamo di risolvere il sovraffollamento carcerario entro maggio 2014 con le riforme della giustizia".

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"Da questa sera inizio uno sciopero di sete e fame e invito ad aderirvi tutti coloro - ha scritto Marco Pannella sulla sua pagina Facebook - che hanno un minimo, vitale, di rispetto del diritto, delle leggi, della Costituzione - in sostegno - ha aggiunto il leader dei Radicali - al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Deve essere denunciato che il Presidente della Repubblica – ha spiegato Marco Pannella nel suo post - è oggetto di una patente scorrettezza per quel che riguarda le regole del mutuo rispetto istituzionale".

Pannella ricorda che in Parlamento, da più di tre mesi, non è stata messa all'ordine del giorno la discussione del messaggio alle Camere, facendo riferimento all'appello del Capo dello Stato per indulto e amnistia. "Questo - ha aggiunto ancora Pannella - mentre l'Italia è accusata da oltre 30 anni di una vera e propria flagranza di reato, che secondo il Consiglio d'Europa rappresenta "un pericolo reale per il rispetto dello Stato di diritto in Italia", legata all'irragionevole durata dei procedimenti giudiziari in Italia.

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"Stamattina abbiamo anche appreso, attraverso la presa di posizione della responsabile giustizia Alessia Morani, nominata dall'ineffabile e fantasioso #Matteo Renzi, che il Pd – sottolinea Marco Pannella nel suo post su Facebook in cui annuncia lo sciopero della sete e della fame - è contrario a qualsiasi misura di amnistia e indulto, ovvero agli unici strumenti costituzionali capaci di interrompere quella flagranza di reato criminale che soffoca la giustizia italiana con 10 milioni di processi penali e civili pendenti".

Un dibattito tra leader e forze politiche si è acceso in questi giorni in attesa del 14, 15 e 16 gennaio quando in commissione Giustizia al Senato proseguirà l'esame congiunto dei quattro disegni di legge per la concessione di indulto e amnistia presentati dai senatori Manconi, Compagna, Barani, Buemi e altri. Non sarà facile trovare una posizione ampiamente condivisa, problemi ci saranno anche nel Pd, dove il segretario Renzi e i suoi daranno battaglia contro indulto e amnistia anche se tanti altri parlamentari del Pd sono favorevoli ai provvedimenti di clemenza chiesti dal Capo dello Stato per far fronte, entro il maggio, al problema del sovraffollamento carcerario già sanzionato dalla Corte di Strasburgo per le condizioni degradanti e inumane in cui sono costretti a vivere mediamente circa 65 mila detenuti a fronte di una disponibilità regolamentare di circa 45 mila posti.

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