L'incontro dei protagonisti della guerra in Siria alla prima giornata di trattative nella conferenza di pace di Ginevra 2 non è stato certo dei più tranquilli e mentre il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon cercava di ribadire la necessità assoluta di un "Accesso umanitario urgente" le rispettive parti, il ministro degli esteri di Bashar Al Assad, Walid Muallem, e il rappresentante delle forze di coalizione e capo dell'opposizione, Amhad Jarba, uscivano con affermazioni e proposte che si collocavano agli antipodi.

Gli alti esponenti del regime sono ben lontani dall'ammettere le stragi e le violenze consumate e ritengono che il potere dovrà rimanere ben saldo nelle mani del dittatore il quale dovrà presentarsi liberamente alle prossime elezioni.

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Gli oppositori, in particolare Amhad Jarba, capo dell'opposizione, sbandierando le foto dei corpi dei siriani straziati dalle torture e poi uccisi, nega che ad un dittatore così feroce si debba attribuire ancora alcuna rappresentatività popolare.

Si contano almeno 11.000 prigionieri e detenuti uccisi tra il 2011 e il 2013 e le testimonianze dirette parlano della impossibilità di dare degna sepoltura alle vittime, in quanto con il passare del tempo i corpi straziati non hanno ricevuto alcuna identificazione. Nella abissale distanza tra le due opposte fazioni interessante è il ruolo svolto dalla Russia rappresentata da Lavrov, ministro degli esteri russo, il quale non solo difende il dittatore e la sua possibilità di presentarsi alle prossime elezioni, ma sostiene caldamente la necessità della presenza dell'Iran e di altre parti dell'opposizione.

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Come sappiamo l'Iran è stato escluso dalla Conferenza di Ginevra in quanto non ha voluto riconoscere le risoluzioni di Ginevra 1. Il nostro Ministro degli Esteri Emma Bonino ritiene che il fatto che la Siria sia diventata facile terreno di spiegamento del terrorismo internazionale non possa giustificare gli atti di violenza inaudita e sistematica consumati nei confronti del popolo siriano. Auspica dunque un cessate il fuoco immediato e la costituzione di un 'governo transitorio con pieni poteri, formato con accordo consensuale'. Ha accennato anche alla questione legata allo smaltimento dei rifiuti tossici e ai fatti relativi al Porto di Gioia Tauro.

Per ora le trattative, stante la distanza delle posizioni avverse, proseguiranno su una strada lunga e tortuosa.