Si è discusso dei disegni di legge sull'esercizio abusivo delle professioni, dei ddl su corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio e di quelli per il contrasto all'omofobia e alla trans fobia, ma alla commissione Giustizia del #Senato della Repubblica ieri è stato rinviato l'esame congiunto dei ddl per indulto e amnistia.

Probabilmente la discussione generale sui disegni di legge per la concessione dei provvedimenti di clemenza generale ad efficacia retroattiva, chiesti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un messaggio alle Camere l'8 ottobre scorso, verrà rinviata alla prossima settimana (ancora non è stata comunicata la convocazione della prossima seduta della commissione Giustizia del Senato presieduta da Francesco Nitto Palma di Forza Italia).

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I relatori dei ddl su amnistia e indulto sono i senatori Ciro Falanga (FI) e la senatrice Nadia Ginetti (PD).

Passi avanti significativi comunque sono stati fatti questa settimana. Dopo l'apertura della discussione generale su ddl per la concessione di indulto e amnistia alla commissione del Senato, da Montecitorio hanno fatto sapere i il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta e il vice presidente della Camera Marina Sereni (PD)che entro quindici giorni dovrebbe essere calendarizzata a Montecitorio la discussione sul messaggio alle Camere di Napolitano.

Ecco, intanto, cosa hanno detto due componenti del Pd in commissione giustizia a Palazzo Madama nella seduta del 15 gennaio. Sono intervenuti i senatori Giuseppe Cucca e Rosaria Capacchione, entrambi del Pd di Matteo Renzi nel quale si è acceso il dibattito su indulto e amnistia, nonostante il segretario sia fortemente contrario, dopo la lettera inviata ai vertici del partito da Marco Pannella, in sciopero della fame per denunciare il fatto che il Parlamento non ha dato seguito alle richieste di Napolitano e non ha nemmeno discusso del messaggio alle Camere.

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Il senatore Cucca, intervenendo in commissione Giustizia, ha detto che "l'indulto approvato dalle Camere nel 2006 non ha sortito alcuna efficacia duratura sulle condizioni di vita negli istituti di pena, né tale misura di clemenza ha posto le basi per una riduzione, anche lieve, del sovraffollamento carcerario. Questa incontestabile considerazione – ha aggiunto il senatore Cucca - induce ad affermare che le eventuali misure estintive dei reati o delle pene, ai sensi dell'articolo 79 della Costituzione italiana, non possono essere prese in considerazione, se non in un'opera sistematica di rivalutazione del sistema repressivo penale, delle modalità di esecuzione delle pene detentive e dei piani di edilizia carceraria".

La senatrice Capacchione ha fatto sapere che per lei è "condivisibile l'orientamento già espresso dai senatori appartenenti gruppo del Pd, in base al quale eventuali provvedimenti di amnistia e di indulto possono essere presi in considerazione solo una volta definito un quadro organico di interventi volti a ridurre il sovraffollamento carcerario.

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Sarebbe pertanto opportuno che le Camere – ha concluso la Capacchione - procedessero all'esame dei provvedimenti di clemenza ai sensi dell'articolo 79 della Costituzione, solo dopo la definizione di organiche soluzioni normative,  capaci di incidere in modo strutturale e duraturo sulle condizioni di detenzione negli istituti di pena italiani".

La posizione espressa dalla senatrice Capacchione e dal senatore Cucca è uguale a quella espressa nelle precedenti sedute della commissione Giustizia da altri due senatori del Pd, Sergio Lo Giudice e Beppe Lumia.

#Camera dei Deputati