"L'indulto sarebbe auspicabile, dopo che il governo con l'ultimo decreto ha fatto qualcosa di utile per le carceri". A parlare è l'ex presidente della Regione siciliana ed ex senatore dell'Udc Totò Cuffaro che sta scontando in carcere a Rebibbia una condanna a sette anni per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento alla mafia.

"Ho commesso degli errori, anche se non tutti quelli per cui sono stato condannato – ha detto Cuffaro in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera - non ho avuto rapporti con Cosa nostra, ci sono andato a sbattere, in Sicilia può capitare".

E parlando dell'esperienza carceraria Cuffaro riconosce che "da presidente della Regione siciliana – racconta al Corriere della Sera l'ex governatore siciliano - di carcere mi sono occupato forse meno di quanto avrei dovuto. Da qui però c'è un'altra prospettiva. E da qui dico che di certe leggi che ho votato come senatore – ha detto Salvatore Cuffaro, l'ex leader dell'Udc originario di Raffadali in provincia di Agrigento che portò il partito di Pieferdinando Casini a Palazzo Madama - un po' mi vergogno. Perché in nome della sicurezza – ha detto Cuffaro dedicando il suo ultimo libro a Marco Pannella – abbiamo varato leggi troppo restrittive e peggiorative della situazione di tutti i detenuti, non solo quelli considerati più pericolosi".

Intanto, mentre è attesa per capire che fine faranno i quattro ddl su amnistia e indulto domani all'ordine del giorno della commissione Giustizia del #Senato, Marco Pannella prosegue lo sciopero della sete e della fame, condiviso da Rita Bernardini e da un gruppo su facebook, per chiedere che venga messa all'ordine del giorno del Parlamento la discussione sul messaggio alle Camere in cui il presidente della Repubblica invoca indulto e amnistia contro il sovraffollamento nelle carceri alla luce della sentenza Torreggiani della Corte di Strasburgo che ha condannato l'Italia per le condizioni inumane e degradanti negli istituti penitenziari.

"Alessia Morani, responsabile giustizia del Pd, quindi a nome suo e del suo partito, ha preannunciato una riforma che – ha sottolineato oggi Pannella in un post sulla sua pagina facebook - vuole evitare sia l'amnistia che l'indulto. Una riforma – ha aggiunto il leader storico dei radicali - di cui si comprende solo che questa volta è in manifesta opposizione al messaggio inviato dal Presidente della Repubblica alle Camere e al quale non è stato dato alcun seguito istituzionale dovuto. Tutto questo mentre la Corte europea dei diritti dell'uomo, dopo decenni di impegni non mantenuti da parte dell'Italia, ha fissato per il prossimo maggio – ha ricordato Marco Pannella - il termine ultimo per porre fine sia allo stato di tortura in cui vivono i detenuti che all'offesa alla natura stessa dello Stato di diritto e degli impegni internazionali sottoscritti". #Presidenza della Repubblica