Adesso c'è anche la data di inizio: l'accordo sul nucleare iraniano, raggiunto e annunciato lo scorso novembre, avrà effetto a partire dal prossimo 20 gennaio; l'annuncio è stato dato a Ginevra, nella giornata di domenica, dall'alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione Europea Catherine Ashton.

​Le due parti sono rappresentate dall'Iran da un lato, e da 6 Stati dall'altro, vale a dire USA, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania. Il Segretario di Stato statunitense John Kerry, uno dei principali protagonisti della trattativa, ha dichiarato, come riportato dal quotidiano britannico The Guardian, che "a partire da quel giorno, il programma nucleare dello stato mediorientale cesserà di progredire e, in parte, farà dei passi indietro".

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Cosa prevede l'accordo. L'intesa raggiunta, che avrà una validità temporanea di 6 mesi, prevede, come riferisce il New York Times, l'impegno dell'Iran a porre un freno al suo programma nucleare, e, in particolare, a smettere di produrre uranio arricchito oltre il 5%, livello adeguato alla produzione di energia ma insufficiente a fini militari; lo stato persiano dovrà inoltre diluire o convertire in ossido le riserve di uranio arricchito al 20% attualmente in suo possesso, operazioni che impediranno un immediato utilizzo militare; l'Iran si impegna anche a non realizzare, per tutta la durata dell'accordo, nuove centrifughe e, in generale, nulla che abbia a che fare con l'arricchimento dell'uranio e che non sia già operativo. Gli impegni della controparte consistono in un notevole affievolimento delle sanzioni economiche attualmente in essere nei confronti dello stato governato da Hassan Rohani, che garantirà un beneficio economico per l'Iran quantificabile in 7 miliardi di dollari; sono 4.2, invece, i miliardi di dollari che rappresentano proventi del petrolio "congelati" in banche straniere e che l' Iran recupererà grazie all' accordo.

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Le reazioni. Il presidente degli Stati Uniti #Barack Obama ha dichiarato che l' accordo sul nucleare "rappresenta un importante passo avanti" nelle relazioni con l'Iran, ma deve fronteggiare lo scetticismo di vari membri del parlamento, sia repubblicani che democratici, che considerano quest'intesa "pericolosa" per gli USA e per l' alleato Israele, e minacciano di presentare progetti di legge per aumentare le sanzioni nei confronti dell'Iran; riguardo queste intenzioni dei contrari all'accordo, Obama ha sottolineato come tali proposte di legge minerebbero alla base l'efficacia dell'intesa e ha espresso l' auspicio che tali propositi vengano messi da parte.Le critiche, anche piuttosto pesanti, non mancano nemmeno dall'altra parte: appena giovedi scorso, la guida suprema dell'Iran Khamenei, ha espresso disappunto per il modo di approcciarsi americano nel corso delle trattative sul nucleare e non ha esitato a definire gli USA come "il grande Satana"che rappresenta una minaccia per l'Iran e per tutto il mondo islamico; in aggiunta a questo, alcuni membri del parlamento iraniano minacciano di presentare un progetto di legge che preveda la possibilità di arricchire l' uranio fino al 60%.

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A quanto pare, nonostante l' accordo, la strada da fare è ancora molto lunga.