È ormai storia nota la notizia dell'Uruguay che legalizzando la marijuana di stato si appresta a diventare (aprile 2014) il primo Paese al mondo a bocciare il proibizionismo delle droghe leggere garantendo ai suoi residenti maggiorenni un consumo procapite fino ai 40 grammi. L'Italia se volesse emularlo avrebbe molti scogli da superare; la legge Fini-Giovanardi è il primo e più importante di questi scogli.

Questa legge che equipara (penalmente) le droghe 'leggere' alle 'pesanti' è considerata troppo rigida e proibizionista. Maggiore flessibilità la potrebbe però avere a partire dal 12 febbraio 2014 giorno in cui è fissata una udienza in camera di consiglio col relatore Dott.

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Cartabia che evidenziarà le differenze fra le due categorie di droghe (puntando ad una legge di conversione di decreto legge).

Referendum ne sono stati fatti (i Radicali hanno perfino realizzato un breve cartone di 3 minuti per sensibilizzare gli adulti) tuttavia non hanno raggiunto i numeri per cambiare le cose. Anche le varie campagne non hanno ottenuto l'esito sperato.

In Parlamento è stata per merito dei capigruppo Giovanni Paglia e Daniele Farina, (entrambi di Sinistra Ecologia Libertà) che è stata presentata una proposta di legge analoga a quella uruguaiana. Appoggiati dal presidente Nichi Vendola che proprio il 7, rompendo il silenzio, ha riaperto il discorso legalizzazione. "La legge Fini-Giovanardi è una legge sbagliata, feroce, inefficace. Il proibizionismo non è altro che manna dal cielo per i narcotrafficanti.

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È ora di legalizzare la cannabis" ha twittato.

Anche il PD è dello stesso avviso, chiedendo maggiore tolleranza se il consumo è personale. Il 7 gennaio 2014 Manconi rivela: 'Ho presentato oggi un disegno di legge in materia di coltivazione e cessione della cannabis e dei suoi derivati. Dopo trent'anni di fallimenti della politica proibizionista in tutto il mondo, che ha portato solo all'ampliamento del mercato e del numero di consumatori, carcerizzazione di massa e sofferenze sociali, si è avviata finalmente una riflessione da parte di molti enti pubblici e di alcuni stati nazionali" Conclude aggiungendo 'Si provvederà, poi, al ripristino della distinzione del trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e droghe pesanti'

Divisa è invece la Lega. Il partito che aveva acceso la scintilla con la dichiarazione provocatoria dell'assessore Gianni Fava (che aveva definito la Fini-Giovanardi liberticida) è spaccato in due. A prendere le distanze dalla proposta di Fava nella Lega sono i vertici del Carroccio Matteo Salvini e Roberto Maroni; Massimiliano Romeo (capoguppo Lombardia) ha invece limitato l'uscita di Fava definendola come semplice opinione personale.

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Per ora, soltanto il deputato Gianluca Pini, pur riconoscendo che "non è una priorità'', si è mostrato dalla parte della legalizzazione. Ciònonostante Fava non demorde rincarando che non si sente solo. 'Queste scelte prima che politiche sono etiche'.

Contrario a qualsiasi riforma è Maurizio Gasparri di Forza italia; "Antiche questioni che l'evidenza scientifica e il buon senso avrebbero dovuto definitivamente chiudere ma che invece tornano contro ogni logica. Ma come si fa a non avere chiaro il concetto che in caso di legalizzazione aumenterebbe il rischio di uso di stupefacenti?"

Chi si muove con circospezione è Renzi che definisce come 'schizofrenico un Paese in cui si passa dal proibizionismo più totale alla liberalizzazione delle droghe leggere. Iniziamo a cambiare la Fini-Giovanardi che è una leggiaccia'. Dopo la critica, la proposta: "Iniziamo a rimettere la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti e mettiamo in prova chi è stato arrestato per detenzione di droghe leggere".

Il movimento 5 stelle sembrerebbe favorevole. Realisticamente però tutte le misure pro-cannabis sono destinate a fallire in quanto le convenzioni internazionali (firmate anche dall'Italia) non permetteranno che ciò accada; non senza problemi di ordine diplomatico. Tuttavia, una maggiore tolleranza (simile a quello che accade in Portogallo e Olanda) verso atti di minore entità come la coltivazione domestica, il possesso ed il trasporto di lieve entità potrebbe essere approvata. Migliorando di colpo il sovraffollamento delle carceri (piene dei cosiddetti 'piccoli spacciatori'). Quel che è certo è che ancora per molti anni non vedremo coffee-shop in Italia. #Decreto Liberalizzazioni