Rischia di saltare, o comunque ha già subito una frenata ieri sera, l'accordo siglato tra #Matteo Renzi e #Silvio Berlusconi sulla legge elettorale e le riforme istituzionali.

A tenere banco in queste ore è la prima fase del progetto Renzi-Berlusconi, cioè la legge elettorale chiamata Italicum che dovrà sostituire il Porcellum, ma il Partito democratico e Forza Italia ancora non hanno definito l'intesa tra di loro né tantomeno con gli altri partiti e sono diversi i nodi venuti al pettine ieri con la presentazione degli emendamenti dopo l'approvazione del testo base in commissione Affari costituzionali della #Camera dei Deputati.

Renzi ieri ha riunito i suoi e ha aperto il dibattito interno e ha incontrato anche il leader del Nuovo centrodestra e vice premier Angelino Alfano e il senatore di Forza Italia Denis Verdini. Ma in serata le notizie non sono state delle migliori, l'intesa non è stata raggiunta, diversi i punti critici.

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Non c'è accordo sull'innalzamento dal 35% al 38% della soglia di sbarramento per il premio di maggioranza come era stato detto ieri pomeriggio e Forza Italia insiste anche per le liste bloccate senza preferenze.

Anche se la notizia non è stata ancora né confermata né smentita è probabile che oggi ci sia un nuovo incontro, destinato a fare ulteriormente discutere, tra Renzi e Berlusconi i due leader di partito fuori dal Parlamento che continuano a dettare l'agenda della politica italiana.

Tra i nodi da sciogliere anche la delega al governo sulla definizione collegi elettorali e la cosiddetta "norma salva Lega". Il Nuovo centrodestra ribadisce la richiesta d'introduzione delle candidature multiple. Forza Italia non sembra disposta a cedere rispetto al primo testo base dell'Italicum che ha avuto il primo via libera in commissione Affari costituzionali alla Camera.

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Ieri sera, a margine di una giornata di incontri e trattative fallite, Matteo Renzi si è presentato a Montecitorio dove ha incontrato i componenti del Pd della commissione Affari costituzionali e ha ribadito, secondo quanto riporta l'Agi, che "il Partito democratico deve presentarsi unito nelle trattative sulla legge elettorale" e ha chiesto "formalmente il ritiro degli emendamenti in commissione perché altrimenti salta l'accordo". Gianni Cuperlo - riporta l'Agi - ha preso la parola e ha dato il suo sofferto via libera alla linea del segretario.